Golf e Pinoja, l’epilogo

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Daniele Pinoja interroga il governo sulla chiusura dei golf club di Ascona e Losone. La famiglia Pinoja, completamente disinteressata, è casualmente iscritta al golf club Losone. Ora salta fuori che i golf club erano stati avvisati e dunque consapevolmente fuorilegge.

Lo so che sembro fissato col golf. Al punto che si potrebbe pensare che sono un povero invidioso. Uno che, per una vita, ha visto scorrazzare milionari sul green di bermuda grass con candidi vestitini di lino o graziosi tweed, a seconda della stagione, invidiandoli a morte.

E quest’invidia, fomentata dall’impietosa rete metallica che separa il mondo dorato dei ricchi, da quello di noi miseri mortali, gonfiata a dismisura come un soufflé, è sfociata in articoli come questo.

Ma non è così.

Sgomberato il campo da dubbi classisti, torniamo a noi e alle chiusure dei golf club di Ascona e Losone, che tanto hanno fatto infuriare l’UDC, che notoriamente sta dalla parte dei pezzenti (leggi qui sotto).


Poi scopriamo, senza neanche tanto cercare, che metà del golf club di Losone, sta in piedi grazie alla famiglia Pinoja. E ovviamente l’interrogazione in Gran Consiglio porta come primo firmatario Daniele Pinoja, un deputato attivo come un gatto investito in autostrada dopo tre mesi al sole (leggi qui sotto).


Ora, salta fuori che i responsabili dei golf club, che si sono stracciati le vesti, chiedendo l’aiuto dei Pinoja, immediatamente corsi in loro difesa, erano stati avvisati dal presidente di Swiss golf Reto Bieler.

Bieler avrebbe scritto il 27 gennaio a tutti i golf svizzeri, spiegando che in seguito a una comunicazione federale, i golf club dovevano restare chiusi. Cosa che a quanto pare i due esercizi del locarnese avevano ignorato, rimanendo aperti.

Ecco perché la polizia, si è recata in loco per costringerli alla chiusura. Non è che perché hai i milioni che ti cadono fuori dalle orecchie e un berrettino di Louis Vuitton puoi fare quello che ti pare (di solito).

Luca Allidi, presidente del golf club Ascona, aveva pure reclamato presso Bieler scrivendogli che la loro interpretazione era sbagliata e che dunque, in poche parole, rimaneva aperto. Bieler, in data 5 febbraio, gli riscriveva che era in contatto con il preposto ufficio federale e che le prospettive erano buone, ma si chiedeva ai club di pazientare fino al 17. Sappiamo poi come è andata.

Per cui lamentarsi dell’intervento della polizia, in violazione a una regola a cui tutti gli altri esercizi devono sottostare, è non solo ridicolo, ma anche offensivo. E l’UDC con la famiglia golfista Pinoja che si erge in prima linea come pasdaran del green, dimostra proprio l’arroganza di coloro che non solo pensano di poter fare quello che vogliono, ma pensano pure che per loro e i loro amici le regole non valgano. Leggiamo l’epilogo dal Corriere del Ticino del 26 febbraio:

“…il Consiglio di Stato definisce «potenzialmente pretestuose» le reclamazioni dei club. E questo perché, si legge, «perlomeno dal 28 gennaio a tutti i membri di «Swiss Golf» è stata chiaramente comunicata la portata delle disposizioni federali, visto che in tale data il presidente Reto Bieler comunicava che l’autorità federale gli aveva confermato l’ordine di chiusura (per altro già valido dal 18 dicembre 2020)». “…«le precisazioni presenti sul sito dell’Ufficio federale dello sport sono esplicite». Riguardo all’intervento di Polizia, l’Esecutivo precisa che «non è stato dato alcun ordine agli agenti poiché non necessario: essi, in base alla Legge sulla polizia (…) sono chiamati d’ufficio a prevenire e, per quanto possibile, impedire le infrazioni. La messa in stato di accusa è dettata dal rispetto e dalla semplice applicazione del Codice di diritto processuale penale svizzero». «A fronte di quanto espresso sopra – scrive il CdS – gli scriventi non possono esimersi dal biasimare le sterili polemiche fomentate da (alcuni dei) responsabili dei golf in questione, in particolare nei confronti degli agenti di polizia chiamati in questo periodo a far rispettare delle regole delicate e non sempre condivise dall’opinione pubblica».


Forse a Pinoja sarebbe bastato sincerarsi del perché la polizia era intervenuta nel suo golf. Peccato, vorrà dire che per qualche giorno potrà esercitarsi solo nel giardino della sua villa.

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