Il fallimento della monarchia britannica

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La notizia di questi giorni è che Harry, il nipote più irrequieto della regina Elisabetta, e la moglie Meghan Markle sono di nuovo in guerra contro la famiglia reale. Nell’anticipazione dell’attesa intervista ai due realizzata da Oprah Winfrey, la Maria De Filippi d’Oltreoceano, Markle ha detto che la monarchia britannica “continua a diffondere falsità” sul loro conto.

Un guerra in linea con quanto abbiamo già visto, letto e sentito in passato. Una guerra combattuta a suon di dichiarazioni e smentite ufficiali, indiscrezioni, sussurri, scandali raccontati in esclusiva, gole profonde, bugie e mezze verità. Una guerra che ha visto scorrere fiumi d’inchiostro e ha fatto innanzitutto la fortuna dei tabloid inglesi.

L’intervista ad Harry e Megan arriva in un momento di guerriglia dichiarata tra la monarchia e i duchi del Sussex che hanno deciso di andare a vivere negli Stati Uniti. Negli scorsi giorni Buckingham Palace ha infatti avviato un’indagine per verificare le presunte umiliazioni subite dal personale di palazzo da parte di Markle, quando lei e il marito erano membri della casa reale.

Ad aggiungersi ai venti di tempesta c’è poi il trionfo della quarta stagione della serie Netflix “The Crown” che racconta proprio delle vicissitudini della corona inglese. Definita dalla critica come un capolavoro, ha fatto, e non di poco, incazzare l’intera famiglia reale. La serie che racconta, senza andare troppo per il sottile, la difficile vita di Carlo e Diana a palazzo, non sarebbe piaciuta né alla regina, né agli altri Windsor. 

Carlo si sarebbe addirittura rifiutato di guardarla e William, il fratello maggiore di Harry, ritiene che i suoi genitori siano stati presentati in modo falso e semplicistico solo per trarne un mero profitto economico. Un giudizio che sembra in parte rivolto anche al fratello e alla cognata, visto che per l’intervista con Oprah i due hanno firmato un contratto milionario.

Ma, al di là delle beghe puntuali, ciò che fa davvero riflettere, è quanto sia fallimentare il modello di una famiglia reale a capo di una nazione. L’idea che i legami familiari siano garanzia di unità e comunione d’intenti è soltanto una grossa balla. In famiglia ci si scanna proprio come accade tra estranei. La favoletta della famiglia, ultimo baluardo dei più sani principi morali, crolla sotto il peso dell’esercizio del potere.

Lealtà, giuramenti e legami di sangue si sciolgono ogni volta come neve al sole. Esempi se ne trovano un po’ ovunque. Dalla regina Elisabetta II e congiunti nel Regno Unito alla famiglia Kim in Corea del Nord. Del resto, il modello che regola certe monarchie o dittature, non è tanto diverso da quello di chi esercita il potere mafioso dove, invece che al re o alla regina di turno, il comando e affidato a un sanguinario e carismatico padrino.

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