La guerra della bistecca tra stati USA

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Fra due stati confinanti, Nebraska e Colorado è scoppiata la lite della bistecca, a colpi di polemiche al cianuro e di griglie più o meno surriscaldate: se il governatore del Colorado ha ufficializzato l’istituzione del ” Meat Out Day”  (giorno senza carne), con un invito a cancellare almeno per un giorno la carne dalla lista , il suo omologo del Nebraska, ha contestualmente  proclamato il ” Meat on the menu day” (giorno di carne sul menù), la giornata consacrata alle carte stracariche di tentazioni da costata.

Più che una lite è una mezza guerra, per il momento a colpi di forchette appuntite, da una parte determinate a instaurare un regno vegetariano e dall’altra parte a confermare le predatorie consuetudini con o senza l’osso.

Per il Colorado la presa di posizione appare forse incoerente, considerata la prolungata e clamorosa serie di ritrovamenti di diplodochi nel suo territorio, veri monumentali sauri del Giurassico che con i loro 30 metri di lunghezza risultavano talmente “bisteccosi” da aumentare sensibilmente la salivazione degli ingordi velociraptor.

Eppure, alla faccia dei fantastici rinvenimenti dei paleontologi, Jared Polis, intrepido governatore che ama strizzare l’occhio alle insalate, ha solennemente dichiarato che il ” Meat Out Day” segna una storica linea spartiacque che gorgoglia, alta e decisa, la raccomandazione di bandire progressivamente la carne da tutti i ristoranti dello Stato, nel nome di una coscienza ambientale da implementare e di una ecosostenibilità da riaffermare con crescente vigore.

Il contrariatissimo collega del Nebraska rivendica nel contempo i sacrosanti diritti di Elsie Eiler, sindachessa e abitante unica del villaggio di Monowi, titolare di una taverna dove le costolette e i filetti sfrigolano richiamando clienti da località distanti, giusto per ravvivare un mini borgo dalla scarsissima connotazione demografica ma dall’altissima fascinazione “braciolocratica”.

Il governatore Pete Ricketts, ha rivendicato con fierezza le tradizioni della sua Terra dove generazioni di bravi allevatori hanno conferito ricchezza e lombi e garresi bovini all’economia locale.

“Questo è un attacco diretto al nostro modo di vivere qui in Nebraska” ha sottolineato l’adombrato  Ricketts  nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Frank Stoysich Meats, una storica e meritoria macelleria di Omaha, da dove è stato lanciato un solenne proclama carico di apologia della bistecca.

Non è stata tardiva l’offensiva promossa dal comitato del ” Farm Animals Rights Movement”, un’organizzazione senza scopo di lucro che si batte per i diritti degli animali.

All’invero nel Colorado il “MeatOutDay” era già stato abbozzato nel lontano 1985, nell’attesa ora esaudita di diventare un appuntamento fissato per il 20 marzo di ogni anno. Il preciso obbiettivo stava nell’incoraggiare tutte le persone di buona volontà a “esplorare i benefici e i sapori di una sana dieta a base di verdure.”

A favore anche della conquista di benefici ambientali, come la drastica riduzione della emissioni nocive e la salvaguardia di praterie, di foreste e di aree ospitanti habitat naturali messi a repentaglio dalla proliferazione di allevamenti bovini.

Intanto anche gli umori interni si contrappongono  e la senatrice repubblicana della contea di Weld ha commentato :  “Dire che dovremmo avere una giornata senza carne è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.”

Staremo a vedere , con una buona dose di curiosità: finiranno tante storie di amore con l’hamburger, inizieranno migliaia di nuovi flirt con il timballo di spinaci o piuttosto tutto continuerà come prima, uno a uno e pollo al centro, eventualmente contornato da pacate patate?

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