Magdalena Blocher e il bavaglio alla ragione

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Nell’attesa di sapere che cosa sarà di noi a partire dal prossimo 22 di marzo, nel suo recente intervento al Consiglio nazionale a nome di tutto il gruppo democentrista, Magdalena Martullo Blocher non si è fatta alcun scrupolo nell’attaccare frontalmente il Consiglio federale e la Task Force Covid-19. Ha stigmatizzato il procedere in modo “massiccio e arbitrario” del Consiglio federale che a suo dire, da un anno a questa parte, avrebbe fatto carta straccia della Costituzione restringendo la libertà economica e di movimento della popolazione elvetica, andando ben al di là del necessario, proprio come stata accadendo in questo momento.

In pratica l’atteggiamento avuto dal Consiglio federale sarebbe paragonabile a quello di una dittatura ed è per questo che, tra le proposte in discussione, c’è anche quella voluta proprio dall’UDC di “mettere il bavaglio” agli esperti scientifici della Task force Covid-19, colpevoli di aver esasperato la situazione con le loro previsioni apocalittiche. Insomma, il bue che dà del cornuto all’asino. E, per quanto le recenti dichiarazione della delfina di casa Blocher siano perfettamente in linea con i toni, la propaganda e i principi destroidi incarnati dall’UDC, fa sempre un certo effetto sentirli applicati all’attuale crisi causata dal coronavirus e dalla sue varianti. 

 “Molti sono rimasti scioccati dall’avere paragonato il comportamento del Consiglio federale a quello di una dittatura, ma se per dittatura s’intende il governo di pochi, ebbene ciò è il caso – ha detto la Martullo Blocher – il parlamento e i Cantoni non possono più nascondersi dietro l’esecutivo, bensì devono riappropriarsi delle loro prerogative. Non siamo stati eletti per sottometterci ai diktat del Governo”. Capisco perfettamente che per la cara Magdalena sia difficile ingoiare il rospo, ma nel decidere e nell’agire del Consiglio federale, soprattutto in un momento delicato qual è quello di una pandemia, non possono prevalere gli interessi di una parte soltanto o quelli di chi urla più forte. 

Se c’è una cosa che la destra ci ha insegnato è come attorno alla paura si cristallizzi il consenso. Qui però non si tratta di spauracchi costruiti ad arte per raccogliere il consenso e coltivare i propri interessi, qui si tratta di fare in modo che l’intero sistema regga ai contraccolpi di una crisi globale che ha già fatto quasi tre milioni di morti nel mondo e quasi diecimila in Svizzera di cui mille solo in Ticino. Gli egoismi di parte, le lobby economiche che non hanno di certo fra le loro priorità il bene collettivo, ma casomai i dividenti a fine anno, devono anche loro, signora Blocher, inchinarsi di fronte all’esercizio della democrazia, stando alle regole del gioco, accettando che a prevalere siano la ragione e la scienza. Se ne faccia una ragione, appunto.

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