Mururoa: la verità sui test nucleari

Pubblicità

Di

All’apparenza Mururoa è ancora un atollo da cartolina, un’isola di origini vulcaniche circondata da un mare turchese e cristallino situata nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Come in ogni avventura davvero epica, la si può raggiungere solo dopo giorni e giorni di navigazione in mare aperto. Eppure Mururoa, soprattutto per chi ha buona memoria, non ha nulla del paradiso. Anzi. Il suo nome evoca l’esatto contrario. Dato che dal 1966 al 1996, gli atolli di Mururoa e Fangataufa, entrambi parte della Polinesia francese, furono teatro di ben 193 test nucleari, il primo dei quali ebbe luogo alle 5 e 34 del 2 luglio 1966.

Proprio sull’atollo di Mururoa venne sganciata Aldebaran. Una bomba atomica della potenza di 30 chilotoni a cui era stato dato, per ironia della sorte, il nome della stella più luminosa della costellazione del Toro. L’isola, disabitata e utilizzata solo per la coltivazione delle noci di cocco, divenne l’agnello sacrificale immolato sull’altare del progresso. O forse sarebbe meglio dire della follia umana, dato che pochi secondi dopo quell’esplosione, una palla di fuoco inghiottì tutto quello che le capitò a tiro e salì in cielo dando vita a un gigantesco fungo radioattivo che, traportato dai venti, si sarebbe poi disperso chissà dove.

A qualche centinaio di chilometri di distanza, quella nube foriera di morte avrebbe regalato alla popolazione locale un numero impressionante di cancri alla tiroide, ai polmoni, allo stomaco, linfomi e leucemie. A denunciarlo è stata una ricerca pubblicata di recente denominata dossier Mururoa files che, analizzando i dati contenuti in 2.000 pagine di documenti non più segreti del ministero della Difesa francese, osservando mappe, foto e sulla base di numerose testimonianze, ha valutato il reale impatto e le ricadute di tre test nucleari chiave effettuati sui due atolli.

Test che termineranno solo nel 1996 quando il presidente dell’epoca, Jacques Chirac, venne aspramente criticato per aver scelto di condurre nuovamente questo tipo di esperimenti. Del resto la Francia ha riconosciuto per la prima volta di aver messo in pericolo gli abitanti della Polinesia solo due anni fa. E stando alle conclusioni da poco rese note sono state circa 110’000 le persone che sull’arco di trent’anni hanno sperimentato sulla propria pelle l’effetto delle radiazioni ionizzanti prodotte dalle esplosioni. In pratica l’intera popolazione polinesiana dell’epoca. Eppure le autorità francesi hanno nascosto il reale impatto dei loro esperimenti nucleari per oltre cinquant’anni, arrivando perfino a definire questi test come puliti e assolutamente innocui. Oggi sappiamo che non era così.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!