Quando i media si attaccano…all’osso

Pubblicità

Di

Io non ho niente contro Lady Gaga. Eclettica artista, superba cantante, fenomeno mediatico pop forse solo paragonabile a Madonna. I media, ci hanno riportato del rapimento dei suoi cani, Koji e Gustav, due bulldog francesi (sono quelli piccolini e meno tozzi).

Ora veniamo a sapere che la cantante, dopo aver promesso una ricompensa di 500’000 dollari, li ha rivisti comparire, consegnati da una donna a un posto di polizia. Lady Gaga è scoppiata in lacrime, e chi ama i propri pelosetti, non può che commuoversi all’epilogo tanto felice di una storia criminale di questa portata.

Koji e Gustav ora sono di nuovo al sicuro con la loro mamma.

Ryan Fisher, il dogsitter anonimo che ha quasi rischiato di lasciarci le penne per i due bulldog francesi, è in ospedale con un proiettile in corpo. E in questo momento sta pensando, probabilmente, quanto sia idiota rischiare di morire sparato da due rapitori di cani.

Prendersela con Lady Gaga sarebbe ingiusto. La cantante infatti, attiva ora in Italia, avrebbe mantenuto frequenti contatti con il dogsitter 39enne, che è stato recentemente dimesso dalla terapia intensiva e non sarebbe più in pericolo di vita.

Lascia un po’ l’amaro in bocca l’atteggiamento dei media, che in realtà sono sembrati più attenti alla sorte dei due cagnetti e alla sofferenza di Lady Gaga, piuttosto che alla vita di un pover’uomo che portava a spasso i cani alle 10 di sera.

A essere onesti, il New York Times e Rolling Stones si sono preoccupati per il povero Ryan.

“Per fortuna, Ryan sta ricevendo cure straordinarie in ospedale in questo momento, e i suoi medici si aspettano che si riprenda completamente”, si legge nella dichiarazione, ottenuta da Rolling Stone. La famiglia ha dichiarato: “Non possiamo dire abbastanza per ringraziare tutti i primi soccorritori, infermieri e medici che hanno lavorato così instancabilmente per prendersi cura di Ryan”.

La famiglia ha anche ringraziato Gaga, che ha detto che “non ha mostrato altro che amore e preoccupazione per Ryan e la nostra famiglia fin dall’inizio”.

Da noi invece, il povero Ryan è scomparso dai riflettori, cancellato dalla gioia per il ritrovamento dei cani della popstar.

E questa nuova vena di animalismo, che per l’amor del cielo è sacrosanta e anche positiva, mette a disagio quando l’uomo rimane in secondo piano, quando ci si preoccupa dell’animale al punto da dimenticare la vita di un essere umano, che è pure lui in fondo è un animale. Questo disconoscimento dei propri simili è congenito a una realtà, soprattutto social, che finisce per avere una visione distorta, dove l’animale viene erroneamente umanizzato e l’uomo volutamente ignorato, quando non disprezzato.

Più che una realtà di empatia verso gli animali, a volte sembra una sorta di disprezzo per i propri simili, una forma di solitudine cercata dove la bestia, in quanto innocente e inconsapevole, non è in grado di cattiverie e di tradimenti come l’essere umano e dunque viene quasi santificata.

Sia chiaro, questo non vuol dire sminuire gli animali, che hanno il diritto, in questa civiltà che fa dell’etica uno dei suoi cavalli di battaglia, di maggiore tutela e considerazione. Ma sarebbe sbagliato e anche offensivo, dare ad animali di altre specie, atteggiamenti antropomorfi che sono in fondo solo riflesso di sentimenti umani, estranei a tutti gli altri esseri. 

Altre specie hanno loro dinamiche e comportamenti, che sono differenti dall’essere umano e vanno anche -appunto- rispettati per questo. Un cane o un gatto non sono dei “bambini”, anche perché spesso pagano questa affezione morbosa, lo vediamo in atteggiamenti ridicoli quando non lesivi per l’animale stesso. Vedere cani con cappottini e berrettini andare dal dog-coiffeur, mette un certo disagio, e soprattutto pone la questione di quanto il cane benefici di queste “attenzioni”.

Noi comunque siamo contenti che Ryan sia fuori pericolo e che i due cagnetti siano a casa.

Un epilogo win to win che non può che soddisfare tutti.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!