Rifiuti: dalla plastica alle mascherine

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La battaglia fatta per ridurre i rifiuti e il loro impatto sull’ambiente sembra una battaglia persa. O almeno così è stato nel corso di quest’ultimo anno. Siamo un’altra volta al palo. Se da un lato c’eravamo finalmente affrancati dai sacchetti di plastica vietati un po’ ovunque, a vantaggio di quelli totalmente biodegradabili, d’altro canto oggi abbiamo le mascherine che si sono imposte come la nuova plastica.

In Inghilterra, ad aver fatto risuonare l’allarme, è un recente studio condotto dalla North London Waste Authority che ha rilevato come, ogni settimana, solo oltremanica vengono usate e buttate via 102 milioni di mascherine, in grado di ricoprire 232 volte un campo da calcio. Le mascherine hanno brillantemente scalzato dal podio altri rifiuti notoriamente dannosi per l’ambiente. Ormai le mascherine si ritrovano ovunque. Dagli oceani alle foreste. 

Secondo le stime dell’Ocean Plastic Solutions, un organo dell’Imperial College di Londra, nel solo Regno Unito ogni mese vengono gettate via circa 1.500 tonnellate di maschere e guanti usati come dispositivi di protezione contro il SARS-CoV-2 e le sue varianti. Un aumento della produzione di rifiuti registratosi non solo in Europa, ma su tutto il Pianeta. Una montagna d’immondizia per la quale ci vorranno secoli per decomporsi.

Un incubo necessario? È ciò che sostiene chi non vede un’alternativa all’utilizzo dei dispositivi di protezione usa e getta per contenere l’avanzata del virus. A livello mondiale si stima che nel 2020 si siano prodotti 52 miliardi di mascherine. Di queste almeno il 3% è finito in mare. Vale a dire che un miliardo e mezzo di pezzi stanno fluttuando tra le correnti marine, con il serio pericolo di avere alla fine più mascherine che meduse. 

Un problema epocale che andrebbe affrontato con una strategia globale, proprio come nel caso del surriscaldamento climatico. L’impatto dei rifiuti prodotti nel corso della pandemia ha purtroppo vanificato gli sforzi fin qui condotti per ridurre o addirittura azzerare l’utilizzo della plastica monouso. Le mascherine non sono riciclabili e, che siano cestinate o meno, sono comunque nocive per l’ambiente. 

Si calcola che siano necessari almeno 450 anni affinché si decompongano. Di fatto, i rifiuti creati da questi articoli stanno avendo un impatto devastante e sono in molti a credere che la pandemia abbia vanificato la guerra ai rifiuti.  Proteggersi dal contagio da coronavirus è fondamentale, così come lo è un atteggiamento rispettoso dell’ambiente. Per esempio evitando di abbandonare in giro le nostre mascherine, per poi ritrovarcele sui prati o peggio sulle spiagge e nei mari.  

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