Un altro nazifascista espulso

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Non c’è requie per le compagini Lega-UDC. Dopo pochi giorni, un altro candidato alle comunali viene espulso per malsane simpatie con le orrende dittature del ventesimo secolo. Solo ignoranza o un’attitudine sempre più presente?

Luca Stacchi, il candidato leghista nostalgico di Hitler, Mussolini e Stalin, viene espulso dalla Lega e dal gruppo misto per le elezioni di Locarno Lega-UDC-indipendenti. Dopo gli articoli di GAS, cade la testa del candidato che mette in imbarazzo la squadra Lega-UDC in corsa per le comunali. 

Vigilare su questi personaggi, è sempre stata una missione della nostra testata. Più volte in passato, abbiamo denunciato queste derive, vigilando a modo nostro sulle ideologie malsane che serpeggiano spesso nella destra. Accogliamo perciò con piacere il comunicato di Lega-UDC, che “silura” Luca Stacchi. Poco tempo fa era capitato a Liliane Tami in Capriasca (leggi qui sotto). 

Asciutto e sintetico il comunicato con cui il gruppo annuncia l’epurazione del candidato:  

“La lista Lega dei Ticinesi – UDC/SVP – Indipendenti si presenta con un programma d’azione comune sottoscritto da tutti i rappresentanti del nostro gruppo politico – viene sottolineato in una stringata nota stampa -. Pur mantenendo ognuno la propria vocazione, l’azione comune mira a contribuire allo sviluppo della città orientata al futuro, dove tutti i cittadini si sentono parte attiva nell’affrontare nuove sfide a favore di una Locarno pronta a valorizzare il proprio territorio e la propria immagine. Le vergognose dichiarazioni di Luca Stacchi rappresentano un’offesa nei confronti di tutti questi cittadini!”.

Forse, come nel caso di Liliane Tami, sarebbe il caso che chi si occupa di trovare i candidati sia un po’ meno di bocca buona e cerchi realmente persone adatte al ruolo, invece di infilare improbabili e imbarazzanti riempitivi in lista, personaggi che poi sfuggono al controllo facendo un utilizzo dei social non solo disinvolto, ma anche imbarazzante, nonché vergognoso (leggi qui).

Stacchi risultava non solo spiacevole per le sue assurde simpatie nei confronti delle dittature che hanno devastato l’Europa nel ventesimo secolo, ma anche per una serie di dichiarazioni offensive, aggressive e stupide, pubblicate sul suo profilo social (leggi qui).

Dichiarazioni aventi come bersaglio una pletora di istituzioni e gruppi che lui evidentemente aborriva. Quella di Stacchi però, più che una linea politica, sembra uno sfogo elementare e belluino contro tutto e tutti: socialisti, sindacati, polizia, governo cantonale e federale, insomma, il classico profilo di un disadattato che sfoga la sua rabbia sui social.

Una persona che appariva incarognita e in conflitto palese col mondo, incapace di capire quale fosse la misura con cui un candidato ad elezioni pubbliche dovrebbe confrontarsi.

È però ora di smetterla di chiudere le porte della stalla con buoi che scorrazzano felici per i campi sfondando recinti e calpestando orti. Alla politica, ai partiti, si deve chiedere più cura nel verificare attitudini, idee e simpatie dei candidati. 

Non è accettabile, nel ventunesimo secolo, che certe porcherie ideologiche, certi rigurgiti nazifascisti, trovino posto tra le candidature in Comuni e Municipi di un paese con una tra le più antiche tradizioni democratiche del mondo.

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