Un freno al delirio Fast&Furious

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In Svizzera il Nazionale ha chiesto sanzioni più severe per i rumori molesti prodotti dai motori delle automobili, soprattutto se queste sono state modificate ad arte per scassarci i timpani con i loro rombi. Ora, la mozione appena approvata, passa al Consiglio degli Stati. 

L’idea è di porre finalmente un freno, con sanzioni più severe, alle immissioni acustiche inutili prodotte soprattutto da chi è cresciuto con il mito dell’automobile quale status symbol irrinunciabile o peggio immaginando di essere uno dei protagonisti della serie di film Fast&Furious. 

Infatti, tra le mode degli ultimi anni, c’è purtroppo anche quella di ricorrere a componenti e a modifiche, peraltro non consentite dalla legge, in grado di far assomigliare le nostre auto a un tosaerba incrociato a una scarica di petardi. Tutto ciò soltanto per non passare inosservati, per il puro piacere di farsi notare. Ehi, io esisto!

Oltre a multe più salate per chi fa il furbo, la proposta di legge prevede anche il ritiro della patente o il sequestro del mezzo all’origine del frastuono. Sanzioni maturate sulla scorta della consapevolezza che il rumore quando diventa eccessivo non solo disturba, ma può addirittura far ammalare.

Una battaglia che si aggiunge a quelle portate avanti per ricordare a tutti noi come la strada non sia un’arena in cui ci si confronta sgommando e gasando. E neppure cimentandosi in gare di velocità idiote, superando i limiti per dimostrare a tutti la propria abilità di pilota.

Se da una parte non c’è settimana in cui non si legga di qualcuno che ha scambiato le nostre strade per una pista di Formula Uno mentendo a repentaglio la propria vita ma soprattutto quella degli altri, d’altro canto non c’è giorno in cui, in un orario di punta (ma non solo), non si rischi di rimanere imbottigliati nel traffico avanzando alla stessa velocità di una lumaca mentre sta scalando L’Empire State Building.

Una schizofrenia che ci restituisce appieno il ventaglio di problemi irrisolti legati alla mobilità urbana. Inoltre traffico, rumore e inquinamento non aumentano certo la nostra qualità di vita. Sono al contrario fonte di stress e all’origine di un imbarbarimento generalizzato della nostra società. 

Certo, non siamo ancora arrivati ai livelli di Mad Max, tanto per citare un altro modello di un futuro distopico affollato dalle automobili, ma francamente poco ci manca se pensiamo che in molti casi, sui nostri alter ego a quattro ruote vengono proiettati i nostre desideri, così come pure tutte le frustrazioni che abbiamo dentro. Ancora oggi l’auto è uno strumento attraverso il quale comunicare i propri valori mostrandosi alla società. Un tempo simbolo di autonomia e libertà che oggi, come non mai, è diventato il suo esatto contrario.

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