A breve deepfake per tutti

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Deepfake. Tradotto letteralmente dall’inglese significa “profondamente falso”. Ma deepfake, dal 2017 a oggi, sta soprattutto ad indicare quella tecnica per la sintesi dell’immagine umana grazie a un software, in grado di simulare e creare immagini false, profondamente fase, ma che sembrano vere. Così se, per caso vi siete imbattuti in Jim Carrey che recita in Shining o addirittura in un porno con Angelina Jolie protagonista, sappiate che quelli non sono né Jim e neppure Angelina, ma solo l’immagine della loro faccia appiccicata su quella di Jack Nicholson o di una pornostar.

Tra i molti utilizzi dell’intelligenza artificiale c’è anche quello che ci permette di combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali, al punto che ormai risulta sempre più difficile distinguere un filmato vero da uno falso. Falsi che vengono usati in parecchi modi, perlopiù sleali e fraudolenti come nel caso del revenge porn o del cyberbullismo, per alimentare fake news, truffe o altri tipi di crimini informatici. Insomma un pericolo con il quale saremo sempre più spesso confrontati dato che la tecnologia, anche in questo campo, sta facendo passi da gigante.

Secondo me ci vorrà meno di un anno per sviluppare uno strumento che usi i nuovi algoritmi per produrre umani fotorealistici in ogni situazione. Di fatto la tecnologia già esiste, bisogna solo capire se qualcuno si sta impegnando a costruire l’applicazione che la sfrutti.” Ad affermarlo in un’intervista apparsa sul portale Wired.it è Hao Li, una delle persone più informate e attive in questo campo, a capo della ricerca alla Industrial Light & Magic, ma soprattutto amministratore delegato di Pinscreen, società con cui lavora alla cattura di performance facciali in tempo reale e per la quale nel 2013 è stato premiato dal MIT di Boston.

 “A oggi il 90% dei deepfake sono video porno con volti di celebrità – ammette Hao li – domani sarà la nuova generazione di phishing, truffe basate su immagini e video di persone che fingono di appartenere a certe aziende o essere altri per avere informazioni, è sempre più reale. È già accaduto un caso di una madre che ha molestato uno studente creando un deepfake di lui che fuma erba. L’idea al momento è di usare la stessa tecnica di deep learning con cui vengono prodotti gli effetti di deepfake per allenare i computer a distinguere la differenza tra il vero e il falso.”

Anche quella del deepfake come ogni altra tecnologia, in sé, non è né buona né cattiva. Tutto sta nell’uso che se ne fa. Peccato solo che, almeno per ora, quando si parla di deepfake lo si fa associandolo all’uso criminale che per il momento se ne è fatto e che in futuro sarà possibile farne da parte di tutti, dato che sarà sempre di più un’applicazione davvero alla portata di ognuno di noi. E per quanto si potranno avere a disposizione anche delle applicazioni per smascherare il deepfake, già si preannuncia fin da ora agguerrita la guerra che si scatenerà per aggirare i controlli e spacciare per vero immagini assolutamente falsi e di sintesi.

Ecco perché, una volta di più, sarà fondamentale l’educazione. Sarà lo strumento fondamentale per essere consapevoli del fatto che sempre di più quello vedremo, potrebbe essere il frutto di un’abile manipolazione e non un occhi puntato sulla realtà. Sarà importante sapere che queste tecnologie esistono, così da diffidare delle immagini nella stessa maniera in cui oggi diffidiamo delle fotografie perché sappiamo che potrebbero essere frutto di un fotomontaggio o manipolate con Photoshop.

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