Borradori fa causa alla Lega

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Da tempo c’erano mugugni tra i partiti, per l’uso disinvolto che fa la Lega dei ticinesi e ora anche l’UDC, del Logo della città di Lugano. Un modo di fare già criticato da molti e da diverso tempo.

Infatti, l’utilizzo del logo o dello stemma di un comune, sottostà a precise regole. Stessa cosa vale per lo stemma del cantone e della Confederazione, almeno per cose ufficiali. Io non posso usare la bandiera svizzera per pubblicizzare qualcosa che svizzero non è, ad esempio. Allo stesso modo, un partito o un’associazione non possono usare (a meno che il comune non lo consenta) lo stemma di un comune, perché darei ad intendere che il mio è un utilizzo ufficiale e dunque o lo usano tutti o nessuno.

Questo serve a tutelare un comune da un uso improprio della propria immagine. Che è quello che sta succedendo da tempo, in barba alle regole, di cui spesso e volentieri la Lega se ne frega. A dargli man forte l’UDC, che anch’essa, sui suoi manifesti, vede allegramente campeggiare il logo del comune.

Scriveva un paio di mesi fa il presidente del PS Raoul Ghisletta, tra coloro che chiedevano al comune di far rispettare le regole:

“Quest’anno il Municipio per due volte ci ha risposto di aver chiesto alla Lega di Lugano di porre termine all’utilizzazione dello stemma della Città sulle pagine FB e Instagram, dopo che l’anno scorso essa aveva utilizzato il logo sui manifesti elettorali, modificando solamente la lettera U/E. Aspettiamo ora la decisione del partito, che si identifica talmente con il potere, da appropriarsi dello stemma e del logo della Città. Aspettiamo anche l’azione del Municipio di Lugano. Cosa farà se lo stemma Luga/Lega non verrà rimosso dai siti della Lega di Lugano su Instagram e FB? Cosa farà, qualora la Lega di Lugano riproporrà i medesimi manifesti elettorali del 2021 con il logo o lo stemma di Lugano?” (leggi qio sotto).


Recentemente, sempre Ghisletta si felicitava col comune per aver preso provvedimenti. A fine marzo infatti, il Municipio annunciava un’azione nei confronti della Lega per abuso nell’utilizzo dello stemma. Stemma peraltro ritoccato in modo che si legga “LEGA” al posto di “LUGA”.

Siamo al paradosso, un paradosso che sfugge evidentemente ai leghisti ma non agli altri, dove un sindaco leghista, deve richiamare all’ordine il suo partito, perché durante le elezioni si fa beffe dei regolamenti. 

Bisognerebbe spiegare alla Lega che il momento di pasticciare coi gessi sulla lavagna è finito col Nano e che ora servirebbe un po’ più di creanza e di responsabilità da parte del maggior partito cantonale.

È ormai storia vecchiotta, ma è importante sapere che lunedì scorso, il Municipio ha inviato una lettera a tutti i partiti per richiamare all’ordine la Lega e specificare meglio la sua posizione. Il Covid ci ha insegnato quanto a volte regole piccole e che sembrano sciocche siano invece importanti e le norme che pone il Municipio sono solo a tutela della sua immagine, e per farle rispettare intraprenderà un’azione civile nei confronti della Lega. Il Municipio specifica tutti i passi e gli articoli di legge sul quale si appoggia e alla fine dichiara:

“Da ultimo desideriamo informarvi che lo scrivente Municipio, in data 9 aprile 2021, ha avviato l’anzidetta azione civile nei confronti della Lega dei ticinesi”.

Come dicevamo, il sindaco leghista che fa causa al suo partito in Comune. Sarebbe da ridere se i buoi non fossero, a pochi giorni dalle elezioni, non solo fuori dalla stalla, ma a pascolare ormai nel Sopraceneri.

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