Elodie canta per i leghisti “indegni”

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Elodie, la cantante dallo sguardo penetrante e intelligente, leva il suo inno libero e pertinente contro l’ostruzionismo della Lega dedicando alle verdi camicie destrorse l’inequivocabile refrain: “Sull’omofobia siete indegni”. 

Gli stucchevoli tatticismi del partito di Salvini evocano il solito motivetto delle radicazioni passatiste e destrorse, così lontane dalla irradiante redenzione della musica cubana di Nero Bali . Nel frattempo la decisione del Vaticano di vietare la benedizione delle coppie omosessuali non ha ancora stemperato l’adrenalina del gettonatissimo brano “L’imperfezione della vita”.

Elodie Di Patrizi, semplicemente conosciuta ed amata come Elodie, la schietta che non le manda a dire e la vocalista del pensiero che non si genuflette si ribella. Salta l’esame della legge contro l’omofobia a firma del deputato dem Alessandro Zan ed ecco che lei, zac, esce incisiva e ruvida come una pietra aguzza a condannare l’atteggiamento dei  furbetti del rinvio sistematico.

La commissione, presieduta dal leghista Andrea Ostellari, confortato dalle strategie codine del senatore del carroccio Simone Pillon, ha fatto catenaccio e melina sino al sospirato obbiettivo del  rinvio che inneggia alla beffa della procrastinazione.

“Questa gente non dovrebbe essere in Parlamento , questa gente è omotransfobica” commenta la combattiva “Andromeda” che dalle Metamorfosi del poeta latino Ovidio si è ritrovata nelle braccia del bel testo scritto da Mahmood , dove si dipana una storia d’amore con un uomo più grande di età ma più immaturo.

Ma non certo immaturo quanto Matteo Millefelpe il cui datato arcinoto video, che mai potrà cadere nel velo dell’oblio, ancora sbanca a livello di contatti : “Io non sono omofobo” , con un crescendo salviniano dedicato alle scimmiette addestrate “e anche un pò fumate , non contano nulla e spariranno nel nulla…auguro a loro tutto il male peggiore…un’accozzaglia di tossici pervertiti , questo è quello che rimane della sinistra.”

La legge Zan ha il precipuo obiettivo di proteggere persone omosessuali, donne e disabili dai cosiddetti reati d’odio, concentrati nell’istigazione a commettere atti violenti o discriminatori nei loro confronti.

Non è certo la prima volta che Elodie assume posizioni risolute e la sua spiccata vicinanza al tema in questione deriva anche dal fatto di avere una sorella che appartiene all’infinita schiera dei criminalizzati e dei discriminati.

Quando la Chiesa si è pervicacemente opposta alla benedizione delle coppie gay, la cantante che dalle fittissime treccine è passata a una acconciatura sciolta e fluente si è espressa con una leonina dissezione : “Per fortuna la gente continuerà ad amarsi pur non avendo la benedizione del Vaticano.”

Indignando virali baciapile e inestirpabili bacchettoni, incontinenti beghine e cocciuti picchiapetto, si è schierata contro la circospetta roccaforte borghese che scarica colate di olio bollente sulla marcia del quarto stato che punta alle cose giuste.

Vorrei chiudere con uno spunto tratto da “Lupi mannari “, una sorta di piattaforma elastica dalla quale Elodie, quasi inevitabilmente pare  tramutarsi in pura essenza di Melodia fiondandosi, senza intrighi e senza raggiri, verso il suo svincolante legittimo sogno: 

” Toccheremo le stelle da qui con la punta dei piedi, saliremo sul tetto più alto nonostante le tue paure.”

E il ritmo, la modulazione, l’avvolgente assonanza danno l’impressione di poter esorcizzare il magma di stupidità che avvolge certa politica foraggiata dai centri di potere e dalla caste da calci nel sedere, restituendo forza , sangue freddo e perfino spavalderia a tutti coloro che la strada la percorrono a testa alta ben sapendo che “l’asfalto sarà il nostro pavimento, in movimento.”

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