Filippo, addio al principe delle gaffe

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Se è vero che dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna, chissà se dietro a ogni grande regina c’è anche un grande principe. “È con profonda tristezza che Sua Maestà la Regina annuncia la morte del suo amato marito”, sono le parole con cui si apre l’annuncio della morte del principe Filippo. Aveva 99 anni. Nato a Corfù, in Grecia, il 10 giugno del 1921, il duca di Edimburgo era convolato a nozze con Elisabella II, la futura regina del Regno Unito, il 20 novembre del 1947. 

Da sempre punto di riferimento della corte britannica e della regina in particolare, lo scorso mese di dicembre aveva festeggiato i suoi 73 anni di matrimonio con la moglie ormai quasi novantacinquenne. A Buckingham Palace, dopo l’annuncio della sua morte, la Union Jack, la bandiera britannica è stata calata a mezz’asta in segno di cordoglio. Un lutto che arriva subito dopo il terremoto scatenato a palazzo dalle dichiarazioni del nipote Harry, ma soprattutto dalle accuse di razzismo di sua moglie Megan. 

Filippo solo qualche settimana fa era stato dimesso da un ospedale di Londra, dove si trovava ricoverato a causa di un’infezione, a cui si erano poi aggiunti dei non meglio precisati problemi cardiaci. Proverbiale la sua ironia corrosiva al centro di alcune delle sue gaffe più celebri che in queste ore stanno letteralmente spopolando sui social. Battute che sembrano scritte dagli sceneggiatori della serie tivù “The Crown”, per quanto siano tutte perfettamente in linea con lo spirito guascone del principe.

Nel 2003, al presidente della Nigeria vestito in abiti tradizionali chiese: “Ma che ti sei messo, il pigiama?” Invece all’ambasciatore aborigeno William Brin: “E la lancia dove l’hai lasciata?”. E a quello delle Isole Cayman disse: “Siete tutti pirati, voialtri”. Di fronte poi a un cesto regalo portato dall’ambasciatore scozzese sbottò con un: “E dove diavolo è il whiskey?”.  E ancora di recente, all’inaugurazione di un monumento se n’era uscito con la battuta: “Sono lieto di inaugurare questo coso, qualunque cosa sia”.

Al cantante Tom Jones nel 1969 disse: “Canti come se stessi facendo i gargarismi coi ciottoli” e, negli anni Ottanta, di fronte ai tanti disoccupati frutto della crisi economica che aveva investito il Paese azzardò perfino un: “Di che vi lamentate, ora avete tanto tempo libero”. Dalla cucina cinese alla figlia Anna, la sua prediletta, il suo sarcasmo non risparmiò nessuno. “Se ha quattro zampe e non è un tavolo, se vola e non è un aeroplano, se nuota e non è un sottomarino, potete essere sicuri che i Cinesi lo mangeranno.” “Se una cosa non scoreggia o non mangia il fieno, a lei non piace”, disse alle Olimpiadi riferendosi alla passione di Anna per i cavalli.

Sorvolando sui pettegolezzi che circolano sul suo essere stato un incallito playboy e sulle sue non poche relazioni extraconiugali, Filippo ha comunque il merito di essere stato uno dei fondatori del WWF (World Wide Fund for Nature) e presidente dello stesso dal 1981 al 1996. Un contributo che si è tradotto nella creazione di parchi nazionali e in leggi a tutela dell’ambiente. La famiglia reale, anche grazie a lui, è legata a oltre 600 associazioni benefiche, di cui molte dedicate proprio all’ambiente e alla protezione di flora e fauna. Tutto ciò malgrado la palese passione per la caccia del duca di Edimburgo. 

Del resto, pur da eterno secondo e al costante servizio di Sua Maestà, il principe Filippo ha sempre saputo bene come smarcarsi. Come farlo a modo suo. E profetica rimane la frase che disse qualche anno fa a proposito delle sorti del nostro Pianeta: “Se dovessi reincarnarmi vorrei essere un virus letale per eliminare la sovrappopolazione, la crescita dell’uomo è la più grave minaccia per la Terra”. Insomma, pensando al Covid qualcuno deve averlo preceduto, ma staremo a vedere.

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