‘Ho combattuto la tirannia…’

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In seguito a un mandato di arresto, pensava di fuggire in Svizzera fingendo una vacanza sciistica. Uno degli assalitori del Campidoglio però la neve la vedrà solo dalle sbarre di una prigione federale.

Fai il figo, il protestatario. Probabilmente vai in giro con un cartello con scritto “Make America great again” e un cappellino da baseball rosso che inneggia a quell’idiota di Trump, dai l’assalto al Campidoglio con quei poveri disgraziati dei tuoi amici. E forse hai anche dipinta la bandiera americana sulla faccia, come allo stadio. È un assalto fantastico, anche se non riesci a combinare niente se non rompere qualche vetro, portarti a casa un ricordino e lasciarti dietro cinque morti.

Mica volevi fare qualcosa di male. Sei un patriota e sei convinto che quel cadavere ambulante di Joe Biden abbia truffato alle elezioni. Hai sentito la chiamata sacra a difendere il Paese, e d’altronde tu sei un “guerriero patriota”, oppure solo un povero deficiente completamente soggiogato dalle retoriche trumpiane, una vittima tra le vittime. Ti sembrava divertente, e quei maledetti democratici con la loro storia dei diritti dei neri e delle donne, stavano rovinando il paese. 

Poi ti ritrovi con un mandato di cattura sul gobbo, perché sai, a quelli del Campidoglio non è piaciuto per nulla il tuo carnevale e ti rendi conto che rischi, rischi grosso: anni di carcere, mica una multa e via.

E allora pensi di essere furbo e cerchi di svignartela in Svizzera.

Ma prima, siccome non sei fesso, hai fritto nel microonde tutti i tuoi dispositivi elettronici, anche perché te la stavi facendo sotto e sentivi già il fiato dei mastini del Bureau che ti alitavano sul collo. Ti sei liberato subito di tutta la propaganda antigovernativa che avevi in casa e anche delle armi, non si sa mai. Hai probabilmente anche dovuto rinunciare al poster di Donald e Melania appeso dietro la porta del gabinetto, ma pazienza.

Ma non serve. All’aeroporto, dove ci sono decine di agenti, te la fai sotto e allora noleggi un’auto e fai rotta verso sud, come quei banditi di una volta, che scorrazzavano per gli States in attesa della pallottola che li avrebbe fermati. A fermarti è stata invece una pattuglia della stradale, visto che guidavi da schifo. Una volta fermato e con i nervi a pezzi (mica ci si improvvisa fuorilegge) hai farfugliato: “…ho combattuto la tirannia al Campidoglio”. 

Questo è quello che è grossomodo successo a un cinquantunenne statunitense che aveva partecipato all’assalto del Campidoglio a Washington e che stava cercando di prendere un aereo per la Svizzera per fuggire alle sgrinifie dell’FBI. Perché? La scusa era “great”, andava a sciare, un pochino fuori stagione ma ci sta.

Ovviamente blindato, il tizio è in attesa di processo. Ah, niente cauzione prima del procedimento, ovvio, è a rischio fuga. 

Otto sono i capi d’accusa per il reato di insurrezione. E mentre lui e gli altri centinaia di besughi pagano per la loro follia e la loro credulità, Donald e Melania giocano a Golf a Mar a Lago, perché i pesci grossi non pagano mai. Per loro c’è l’indulto, l’oblio. 

A pagare sono invece proprio quei poveri fessi che si sono fidati e che hanno fatto la “rivoluzione”. 

Armiamoci e partite…la storia è poi sempre quella.

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