Il Giappone e le balene inca**ate

Pubblicità

Di

Anche le balene nel loro ampio si incazzano, in particolar modo con i giapponesi che hanno deciso di riprendere le ostilità da arpione per fini commerciali, per il terzo anno consecutivo dopo il ritiro dalla Commissione internazionale che regola la caccia ai cetacei.

L’obbiettivo dichiarato è quello di catturare 120 balenottere nei prossimi due mesi, traccheggiando nei mari nord orientali del Paese per poi puntare la rotta nell’Hokkaido, fino al termine del mese di ottobre.

La battuta ai giganti del mare è ufficialmente aperta ed è estremamente probabile che la roulette dei bersagli sbancherà il banco, o il branco se preferite.

Quattro navi hanno levato le ancore del Sol Levante salpando alle prime ore dell’alba dalle città di Hachinohe e Ishinomaki: mossiere ideale il comandante Sushi che ha arbitrariamente occupato la tolda del capitano Achab, alla faccia di Melville.

L’agenzia nazionale che supervisiona le numerose cooperative dei pescatori pare soddisfatta per lo scantonamento dalle varie ottemperanze di moratorie e semi moratorie istituite dall’IWC e sottolinea l’importanza dell’industria della carne di balena che resta comunque una significativa fonte alternativa di proteine, nonostante il graduale indebolimento di un mercato storicamente sollecitato.

Il Giappone ha individuato la sottile giustificazione delle mega mattanze appellandosi all’esigenza della ricerca scientifica e questo stratagemma, considerato un alibi ridicolo, inconsistente e puerile dalle varie associazioni animaliste e dagli stati membri della IWC, apre orizzonti di discrete stragi di mammiferi marini.

Ancora vivo è il ricordo dell’ecatombe odiosamente compiuta dalla flottiglia nipponica nel 2017: nel nome della scienza, nell’area dell’Oceano Pacifico del Nord si compì lo scempio dello sterminio di 177 balene, di cui 43 balenottere minori e 134 balenottere boreali.

Proprio le balenottere boreali, le più poderose di stazza dopo le balenottere azzurre e le comuni balenottere, sono una specie in conclamato pericolo di estinzione, classificato con un particolare codice che sigla “EN”, da endangered, in pericolo.

Ma la Lista Rossa dell’unione internazionale  per la Conservazione della natura pare non preoccupare l’orda dei fiocinatori, raccapricciante nella sua non meritoria opera di soppressioni sistematiche che rivelano una scarsissima dose di intelligente lungimiranza.

Durante una spedizione nell’oceano Antartico, sempre nell’anno 2017, vennero soppresse 181 femmine, di cui 122 gravide: episodi delittuosi, deprecabili e perfino vergognosi.

Ecco perché le incazzature delle balene, inversamente proporzionali alle arrabbiature delle formiche, si amplificano nei loro poderosi simpatici sbuffi, geyser chiassosi nel brulichio del plancton.

E da tempo girano per i mari del globo  manualetti di sopravvivenza per i simpatici monumenti degli abissi: vi si trovano consigli decisamente pratici per salvare pinne e ghirba.

In un libricino si legge, per esempio, che considerato l’amore giapponese per le minuzie in generale ai mega mammiferi converrebbe indossare pigiami a righine verticali perché smagriscono e snelliscono, confondendo oltremodo la concentrazione e la mira del fiociniere, che se cilecca lo prende nel sedere: imperizia, distrazione o semplicemente sfortuna quando capita che il mozzo di bordo si sia scordato di gridarti, fra gli ululati del vento, un rotondo “in culo alla balena!” 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!