Il ronzio delle api, musica per le orecchie

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“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.” È la celeberrima frase attribuita al padre della teoria della relatività Albert Einstein. Che l’abbia detta veramente o meno, poco importa. Quel che conta è casomai lo scenario che prefigura. Un mondo senza l’insetto principe tra gli impollinatori sarebbe senza dubbio più simile a un inferno. Le api sono fondamentali per l’ecosistema globale poiché sono responsabili del ciclo di fioritura di ogni pianta. 

La loro scomparsa equivarrebbe a una catastrofe. Sarebbe la fine di buona parte della nostra catena alimentare. Vorrebbe dire niente più frutta e verdura, ma non solo. Ad esempio, l’erba medica, che è parte integrante dell’alimentazione dei bovini, non ci sarebbe senza gli insetti impollinatori. Così senza questo tipo di foraggio si spezzerebbe anche la loro catena alimentare. E senza bovini, non avremmo più il latte, tutti i suoi derivati e neppure la carne. Ma questo è solo uno degli esempi possibili.

Così non può non preoccuparci il tasso d’estinzione degli insetti che è otto volte maggiore di quello di mammiferi, uccelli e rettili. Più del 40% degli insetti sono in declino e un terzo è già concretamente in pericolo e tra loro ci sono anche le api impollinatrici, responsabili dei 2/3 dei cibi con i quali noi ci alimentiamo quotidianamente. Secondo i dati della FAO ben 71 delle 100 specie di colture alimentari che forniscono il 90% del cibo del mondo sono impollinate da api.

Tra le personalità del mondo musicale che si sono presi a cuore la questione c’è anche Max Casacci, musicista e produttore torinese dei Subsonica. A modo suo, ha deciso di sostenere la campagna europea “Salviamo le api e gli agricoltori” #SaveBeesAndFarmers, che si è posta come obiettivo la raccolta di un milione di firme (firma qui), tali da far sì che il Parlamento Europeo entri nel merito della proposta di dismissione graduale dei pesticidi sintetici (la loro tossicità è più che raddoppiata tra il 2005 e il 2015), ma anche di nuove norme più incisive a tutela della biodiversità.

Max, del ronzio delle api, ne ha fatto melodia. Musica per le orecchie, ma anche per l’anima. Il musicista non ha fatto altro che mettere i suoi microfoni dentro un’arnia, regalandoci la musica dell’ape regina e del suo alveare. “The Queen”, il titolo del brano realizzato ha un’energia davvero sorprendente. Un sound barocco che quasi ipnotizza l’ascoltatore. Un suono che ci ricorda quanto è importante salvaguardare le api che sono indispensabili per la Natura e per la sopravvivenza dell’uomo, perché un mondo senza questi insetti sarebbe destinato, nel giro di qualche decennio, alla rovina.

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