Locarno e Comunali, che travaglio!

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Che a Locarno non vada proprio tutto bene, lo si evince dai continui battibecchi e dalle querelle che anche ultimamente coinvolgono il Municipio. Ne avevamo parlato recentemente, commentando la tragedia greca tra il municipale Ronnie Moretti e il collega Giuseppe Cotti.

Moretti accusava i colleghi di poca chiarezza nel concorso che doveva sostituire il responsabile cultura della città, Rudy Chiappini. Inoltre, sempre Moretti, lamentava l’asservimento del Municipio proprio a Chiappini, nel frattempo dimissionato, in seguito allo scandalo dei falsi Modigliani (leggi qui sotto).


Poi c’era stato il fatto di Luca Stacchi, candidato leghista un po’ esuberante, al punto di incensare passate dittature del ventesimo secolo per corroborare la sua tesi che si stava meglio quando si stava peggio (leggi qui sotto).


Per non parlare di un candidato liberale, amante anche lui del manganello, che se n’era uscito con frasi decisamente poco felici nei confronti degli autogestiti (leggi qui sotto).


Cose che danno da pensare. E danno anche da pensare, come qualcuno ha fatto notare sui social, gli atteggiamenti di Municipali o di candidati al Municipio, persone che dovrebbero dare il buon esempio ed essere dei fari per la cittadinanza. 

Così purtroppo non è. A parte il candidato PPD Alberto Akai che ha uno scoperto con la città di 150’000 franchi, non proprio un vasetto di ceci, ci sono anche il liberale Davide Giovannacci, capo dicastero finanze che è stato colto, in barba alle norme anti Covid, a mangiare in un ristorante. 

E che dire sempre del PPD Giuseppe Cotti, anche lui municipale preposto all’educazione e alla cultura, che di educazione ne aveva avuta poca violando le regole stradali? Il Cotti, telefonando in auto investiva un’isola spartitraffico, cosa di cui non aveva avvisato la polizia e che gli era costata un decreto d’accusa. D’altronde le disavventure del PPD con la giustizia e la circolazione sono da tempo motivo di celia, pensando anche solo alle numerose sospensioni della patente per Filippo Lombardi o alla pesca di Frodo dell’allora presidente del PPD cantonale Giovanni Jelmini.

Questo non vuol dire che le persone in questione siano disoneste, ma perlomeno un sano dubbio sorge su un agire non proprio cristallino. Saranno comunque gli elettori a decidere. 

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