Locarno e il Gatto di Botero

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A quanto pare ci è voluta la complicità di un gatto sovrappeso in bronzo, opera dell’artista colombiano Fernando Botero, per far partire il fumino al sindaco di Locarno Alain Scherrer.

A volte la cronaca locale ci dà degli spunti fantastici. Magari non roba da Watergate, ma beghe e casini che ci lasciano lì a bocca aperta come maniche a vento di un aeroporto.

Conosciamo Scherrer come persona amabile e pacata, forse non proprio un leone, ma nemmeno un pirlone, per dirla alla nostra maniera. E ‘sta storia del Gatto, sempre relativa all’ex responsabile del settore cultura del comune locarnese, Rudy Chappini, sembra proprio sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. 

Chiappini, come avevamo già scritto, era frutto del contendere tra il Municipale Ronnie Moretti e il capo dicastero (e dunque diretto superiore del Chiappini) Giuseppe Cotti. In breve, Chiappini era stato coinvolto in una truffa relativa a dei falsi Modigliani ed inoltre non aveva notificato al comune dei guadagni accessori conseguiti allestendo diverse mostre negli ultimi anni (leggi qui).


Da qui una serie di domande al Municipio da parte di Moretti, che non ci vedeva chiaro nemmeno nelle pratiche per il concorso del nuovo responsabile cultura, dove la “commissione” esaminatrice si era ridotta a un solo responsabile e per di più amico di Chiappini. 

Il proverbio è chiaro: “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. E in questo caso galeotto è stato un felino, anche se di bronzo e del peso di un paio di quintali. Un felino che era (sembra) di Rudy Chiappini, e che era depositato nei magazzini comunali, insieme ad altro materiale e a del mobilio di sua proprietà. L’utilizzo dei magazzini comunali e degli operai per i trasporti da parte di Chaippini, sembra abbia fatto definitivamente saltare la mosca al naso di Scherrer, infatti, nella recente risposta del municipio, si rimarcano tutti questi fatti, dando praticamente ragione a Moretti su quasi tutta la linea. 

In un comunicato, Moretti e e il capogruppo PS in Consiglio comunale Pier Mellini, non ci vanno certo di fioretto:

“Chiappini negli scorsi anni ha utilizzato i magazzini comunali come fosse un suo ripostiglio di casa dove ha depositato la camera da letto di suo figlio e i suoi libri, utilizzando, i custodi comunali a più riprese per spostare il materiale come fossero suoi dipendenti. Da notare che tra il materiale depositato presso il Comune figurano anche due sculture, una delle quali è il gatto di Botero. 

Andranno pertanto chiarite diverse cose: intanto come mai una persona accusata di falso d’arte e ricettazione fa transitare opere dal valore di centinaia di migliaia di franchi negli spazi del comune (che si assume le spese di trasporto), ma anche a chi appartengono queste opere, se sono il frutto di regali non consentiti dal ROD e se sono dichiarate al fisco.”

E finiscono comunque con un’apprezzata nota ironica, che fa del gatto di Botero il vero personaggio di questa storia: 

“Per avere una risposta del Municipio, alla fine, c’è voluto lo zampino del gatto di Botero, che complice un sindaco ormai fuori dai gangheri, imponeva al capo dicastero Cotti di redigere la risposta, che lui voleva far ulteriormente slittare.

Per questo il PS di Locarno promette di regalare al gattone di bronzo un bel piatto di crocchette.”

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