Matrimonio per tutti? Col cavolo!

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Gran bella cosa la democrazia. Ti permette di fare referendum e iniziative per cambiare e migliorare le cose e ti permette, con lo stesso sistema, di farla retrocedere.

È recente la riuscita della raccolta di firme (59’000 in tutta la Svizzera) contro la revisione della legge, che estendeva a tutti il diritto di matrimonio, dunque anche alle coppie omosessuali.

Non è una questione di lana caprina, ma di diritti. Ogni persona, in Svizzera, indipendentemente dalla religione e dal sesso, deve avere gli stessi diritti. Il nostro parlamento, sia agli Stati che al Nazionale, ha deciso che la legge va cambiata e che il matrimonio per tutti, coi suoi diritti e i suoi doveri deve, appunto, essere per tutti.

Poi qui subentra la democrazia svizzera, che è tanto bella per certi versi ma anche sfibrante per altri. Il sedicente comitato contro il matrimonio per tutti, ha infatti raccolto 59’000 firme ( e se giri per i cantoni primitivi e negli ambiti dell’estrema destra non fai fatica a trovarle) per far votare gli svizzeri. Per cosa?

Per impedire ad altri cittadini svizzeri di esercitare i propri diritti. 

Sgomberiamo il campo dai dubbi, dubito molto che anche al voto, una vergogna del genere abbia davvero possibilità di passare. A volte è la storia stessa, l’evoluzione dell’umanità, a imporci il corso delle nostre scelte. E garantire agli omosessuali i loro diritti, diritti negati da sempre, è il percorso naturale di una società civile.

E 59’000 firme, anche se sembrano tante, sono poi poco più dello 0,5% degli svizzeri. 

Per fortuna non siamo la Russia di Putin, misogina e omofoba, che l’anno scorso ha votato per “la famiglia tradizionale” (leggi qui sotto).


E siamo certi che i nostri paladini della famiglia, sperano anche loro in un risultato del genere, risultato che ritengo altamente improbabile per fortuna. Infatti solo nel febbraio dell’anno scorso, gli svizzeri avevano votato in favore (contraria solo l’UDC) a una legge contro l’omofobia col 63% di consensi (leggi qui sotto).


Le patetiche tiritere UDC e degli integralisti cattolici, fuorvianti come al solito, parlavano di libertà d’espressione, come se insultare un gay sia un diritto sancito dalla Costituzione. Nel frattempo, una stessa legge è in stasi nel parlamento italiano, bloccata dagli emendamenti e dai cavilli di leghisti e compagni, che pur accogliendo gli omosessuali a braccia aperte tra le loro file, come il governatore della Calabria Nino Spirlì (leggi qui sotto), non esitano a mettere i bastoni tra le ruote ai diritti altrui.


Anche i paesi del gruppo Visegrad, Polonia e Ungheria in testa, si applicano leggi sempre più restrittive e inique contro gli omosessuali. In questo mondo variegato c’è una corrente forte che porta però a un assunto logico: tutti gli esseri umani sono uguali e hanno gli stessi diritti. 

Sono convinto che le svizzere e gli svizzeri lo sanno benissimo e che quando si voterà, daranno una sana batosta a questi difensori della “tradizione”, persone che in realtà vogliono solo avere il diritto di schiacciare gli altri.

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