Morire per una targa scaduta

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L’ennesima uccisione di un afroamericano, il 22enne Daunte Wright fa esplodere nuovamente l’odio nella martoriata Minneapolis, che aveva già visto la tragica morte di George Floyd.

Minneapolis va a fuoco. La popolazione afroamericana è esasperata. E anche se non vogliamo distribuire colpe, è logico che una situazione del genere esploda in faccia come un petardo. Dopo la morte di George Floyd, che aveva dato la stura al movimento Black Lives Matter, Minneapolis si trova nuovamente in clima di guerriglia, coi manifestanti che da giorni assediano il distretto di Brooklyn Center dando fuoco alle bandiere USA.

La tragedia è che la morte di Daunte è una morte stupidissima. Wright era anche lui stato fermato per futili motivi, un deodorante per auto appeso sul parabrezza posteriore (vietato in Minnesota) e una targa scaduta dell’auto della madre. Ironia della sorte, lui aveva fatto domanda alla circolazione per tre volte di rinnovarla, ma le lentezze burocratiche legate al Covid avevano fermato la pratica. Daunte Wright era anche un piccolo criminale. Secondo il New York Times, il mandato d’arresto contro Wright era dovuto al fatto che non si era presentato a un’udienza in tribunale via zoom per due reati minori – uno era per il possesso illegale di una pistola Ruger .45 e un altro era per la fuga da agenti di polizia la scorsa estate.

È stata Kim Potter a sparare. Una poliziotta con alle spalle 25 anni di servizio, non proprio una novellina. La tesi ufficiale è che si sia sbagliata e al posto del teaser (la pistola elettrica), abbia usato un’arma da fuoco. Una tesi difficilissima da sostenere. Daunte Wright aveva cercato di scappare in auto dopo una breve collutazione, colpito e andato a sbatetre contro un cordolo di cemento. I poliziotti poi hanno potuto solo constatarne la morte, a filmare la scena la sua ragazza, che era in auto con lui (il video qui sotto).


Un teaser di quelli in dotazione ala polizia pesa circa 500 grammi, mentre una pistola (ad esempio la beretta in dotazione all’esercito italiano) arriva a pesare più di un chilo (carica), mentre la sig 220 dell’esercito svizzero e in dotazione anche a navy seals pesa 750 grammi (scarica) a cui si aggiungono circa 100 grammi di cartucce.

Dunque abbiamo un peso di 500 grammi per un teaser e uno minimo tra gli 800 grammi e un chilo per una pistola classica. Inoltre il teaser ha una forma e una colorazione molto diverse da quelle di una pistola, probabilmente proprio per evitare equivoci.


Per un poliziotto in servizio da 25 anni che dovrebbe conoscere la sua pistola come una sorella, visto che la pulisce e la usa periodicamente negli esercizi di tiro, risulta fortemente improbabile, per non dire impossibile, confondere un teaser con un’arma da fuoco. Sarebbe come cercare di picchiare un tizio con un bastone e improvvisamente accorgersi di avere in mano un’ascia. 

Ammettendo anche l’assurdo errore della poliziotta (bianca oltretutto) possiamo solo trovare disarmante questo continuo stillicidio di morti dell’America nera, che volenti o nolenti sembrano nati col marchio di caino stampato sulla fronte.

Troppo spesso i media si sono occupati, negli ultimi anni, di casi assurdi del genere e anche più dolorosi, come quello, in Colorado, di Elijah McClain (leggi qui sotto).


Oppure l’assurdo arresto di una bambina, sempre afroamericana, a Rochester, New York. Il video con le grida e i pianti della bambina avevano sconvolto tutto il mondo (guarda qui).

Le riforme di Biden non bastano. Serve, oltre a un cambiamento di cultura, un deciso piano per risollevare dalla povertà e dai suoi ghetti la popolazione afroamericana.

L’alternativa è un gorgo di violenza che finisce per far scivolare tutto nell’immenso sciacquone di quella che è la sporcizia degli Usa e che ormai non si riesce più a nascondere sotto al tappeto del sogno americano.

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