Non offenderti se ti do del fr***o

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Dare del fr***o a un gay non è mica un offesa. Dipende dal contesto. Lo dice il senatore leghista Andrea Ostellari, membro della commissione giustizia al senato italiano, che si è fatto quattro risate su questa grande verità alla radio.


Ospite della Zanzara di Radio 24 da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, Ostellari ha in fondo sghignazzato su una cosa che avrebbe dovuto smettere di farci ridere alle scuole elementari, ribadendo il concetto che è necessario applicare certe leggi proprio per evitare che certi babbuini da par loro possano scorrazzare liberi per la savana.


Ostellari mi strappa la battuta facile e anche un po’ ignobile: Se il termine fr***o dipende dal contesto, allora anche il termine co***ne. E se io apostrofassi in qualità di testicolo il senatore leghista, sono certo che ci faremmo due grasse risate dandoci pacche sulle spalle.

Perché Ostellari è un mattacchione: a sentire lui non è necessario fare una legge apposta per i gay, tanto sono normali no? E allora, in questo mondo allegro e normale, è ovvio che l’appellativo fr***o, abbai una valenza goliardica, simpatica, quasi gentile.


E ci risiamo, come con la nostrana UDC o l’UDF, dove si rivendica il diritto di insulto come libertà di parola.


È quasi stancante questa tiritera, questo tira e molla sui diritti che per logica dovrebbe avere ogni persona, su tutele che devono avere le minoranze e su questa destra ipocrita (nella Lega ci sono i gay come in tutta italia) che continua a giocare sghignazzando su quelli che sono valori e tutele fondamentali per chi ancora oggi viene emarginato, aggredito, vilipeso e preso in giro, tanto è solo un fr***o. Queste sicumera e arroganza, tipiche di maschi deboli e privi di empatia, caratteristiche di un’incapacità di accettare quel meraviglioso lato femminile che alberga in ognuno di noi, incomincia a fare un po’ pena.


Perché se i leghisti italiani fanno melina con la nuova legge che vuole tutelare le minoranze e proteggere dall’omofobia e se le destre nostrane intraprendono la via del referendum per impedire il matrimonio per tutti, a noi, non importa. Sarà la storia a lasciarli indietro, come la nuvola di polvere di un vecchio furgoncino che caracolla nel deserto: un gran polverone ma poi col tempo il pulviscolo vorticante si adagia, si appoggia e ritorna al suolo ed è come se non fosse passato nessuno.


Questo farà la storia agli Ostellari e ai Salvini, ma anche ai Marchesi e ai Pellegrini che vestono le casacche della nostra politica. Una politica che vive di prevaricazione, di prepotenza e di aggressività, che si sfoga non solo con gli omosessuali, ma anche con le minoranze e con le donne.


Una politica gridata, di gradassi da paese, per cui l’unico modo di schiacciare ciò che li spaventa e li fa arrabbiare è l’insulto.


L’italia, per certi versi retrograda, soprattutto quando si parla di donne e omossessualità, si avvia verso un svolta, e non saranno dei guitti, dei pagliacci leghisti a fermare il corso della storia. Certo, possono metterle i bastoni tra le ruote, ma fermarla no. E alla fine resterà delle loro idee, solo la polvere.

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