Nuova Zelanda, 3 giorni dopo un aborto

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Mentre in Svizzera a ogni ipotesi di estensione del congedo maternità o paternità, poco cambia, s’infiamma la polemica, con la destra che sputa fuoco e fiamme, in Nuova Zelanda si è da poco approvato all’unanimità un disegno di legge che concede alle donne e ai loro partner tre giorni di congedo parentale retribuito in caso di aborto spontaneo o di morte di un bimbo nato prematuro. 

Dopo l’India, è il secondo Paese al mondo a introdurre questo importante diritto, a riprova del fatto che “la Nuova Zelanda è all’avanguardia con una legislazione basata sul progresso e sul rispetto dei sentimenti” così come ha giustamente dichiarato la deputata del partito laburista Ginny Andersen, promotrice della legge. In Nuova Zelanda una donna su quattro ha avuto un aborto spontaneo.

Darà alle donne e ai loro partner il tempo di abituarsi a questo lutto, a questa perdita senza dover attingere al congedo per malattia. Perché il loro dolore non è una malattia, è una perdita. E la perdita richiede tempo”, ha anche aggiunto la Andersen a riprova del fatto andare incontro ai bisogni della gente, dovrebbe essere la regola, non un’eccezione. Soprattutto quando ci si confronta con scelte dettate dall’umanità e dal buonsenso. 

Del resto la prima ministra neozelandese Jacinta Arden non ha mai fatto mistero che il suo agire, in politica. è all’insegna di inclusione, empatia e rispetto. Principi di cui, il congedo di tre giorni dopo un aborto spontaneo, è solo l’ultimo frutto. Va detto anche che la solida tradizione progressista dei kiwi affonda le proprie radici nel passato. È stato il primo Paese al mondo a concedere il diritto di voto alle donne nel 1893, cioè quasi ottant’anni prima che accadesse in Svizzera. 

No so dirvi se il merito delle più recenti iniziative sia da attribuire al fatto che a capo del governo ci sia una donna, ma di certo la cosa non guasta. Soprattutto in un’ottica di parità di genere e di sensibilità al tema. Per esempio dal prossimo giugno le ragazze di tutte le scuole pubbliche riceveranno assorbenti e tamponi gratuiti. Ci sono invece nazioni che, al contrario, questi articoli hanno deciso di tassarli. 

La Nuova Zelanda è, tra l’altro, in prima linea anche nella difesa dell’ambiente. Un esempio che scalda il cuore pensando a quei Paesi che, dalla Polonia alla Turchia, passando per l’Ungheria (e stiamo parlando solo dell’Europa), in fatto di conquiste di civiltà continuano a fare passi indietro, calpestando i diritti delle donne, facendo gli interessi di pochi a scapito della maggioranza. Perché ovunque l’ingiustizia è doppia se a legittimarla c’è una legge. O peggio, vige ancora la legge del Far West.

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