Schwazer/Pantani: non toccate i mostri sacri!

Pubblicità

Di

Per le masse un semi-dio dello sport è al di sopra della legge: si sono identificate nelle sue imprese e non accettano che l’idolo sia strappato dal piedistallo, magari dopo essere stato imbrattato a tiri di uova marce e pomodori. A molti, ai  mass-media, ai venditori di materiale tecnico, agli sponsors, cavalcare l’onda dello sdegno nazionale, torna comodo. La teoria del complotto ha vita facile.

Il povero Pantani, dopato al punto che il suo corpo non produceva più in modo autonomo la necessaria eritropoietina, è stato persino portato in scena (anche al LAC) su narrazione della mamma (“mio figlio è stato ucciso”) e del suo “entourage” (è stato incastrato, le sue provette sono state manipolate). Per gran parte dei “suiveurs” del ciclismo rimane un eroe popolare.

Schwazer, dopo aver vinto l’oro olimpico nella 50km di marcia nel 2008 a Pechino, è stato fermato prima in vista di Londra 2012 per livello troppo alto di eritropoietina, (da lui ammesso), e poi nel modo più crudele, a 24 ore dalla 20km di Rio de Janeiro nel  2016 per grave discrepanza fra il suo “passaporto biologico” e i dati emersi da nuovi controlli. Questa volta la squalifica è di 8 anni. Sino al 2024, a 40 anni di età.

Alex si era affidato a Sandro Donati, paladino della lotta al doping. Possibile che si sia nuovamente dopato?

Tutte le istanze lo confermano. Ma Alex questa volta si dichiara innocente, vuole andare a Tokyo, anno 2020, posticipato al 2021 per il Covid.

Si rivolge, come prima molti altri sportivi, americani specialmente, alla giustizia civile, che in qualche caso ha dichiarato le squalifiche per doping illegali, in quanto di fatto “Berufsverbot”, impedimento anticostituzionale al lavoro. Lo Stato che dichiara nulla una legge sportiva, di fatto legalizza l’uso delle sostanze dopanti.

In Italia la faccenda prende un’altra piega. Il 18 febbraio di quest’anno un giudice di Bolzano, Walter Pelino, archivia il procedimento giudiziario contro Schwazer, “per non aver commesso il fatto”. 

È tutta una montatura, le provette sono state aperte e manipolate, Alex è vittima di una congiura. L’accusa è gravissima: le massime autorità mondiali, la Federazione di atletica, l’ente antidoping Wada, hanno “incastrato” Alex.

La risposta arriva pronta: l’ex olimpionico Sebastian Coe  e il portavoce della WADA lo svizzero Olivier Niggli respingono sdegnati la sentenza Pelino.

La massima istanza dello sport, il Tribunale Arbitrale di Losanna, conferma la squalifica. Ci si può rivolgere al Tribunale Federale che però ha solo il potere di stabilire se il procedimento sportivo non ha cozzato contro una legge svizzera. Non è il caso. Squalifica confermata.

In Italia si scatena una campagna contro la Wada, e contro il TAS: “ora fate marciare Alex”, scrive la “Gazzetta dello Sport” in prima pagina.

 Schwazer è invitato al Festival di Sanremo. In suo favore interviene don Ciotti, noto esperto di analisi da laboratorio, e anche le comari televisive Venier e Toffanin, che in materia di testosterone e passaporto biologico ne sanno una più del Diavolo. Una petizione raccoglie 70000 firme a favore di Schwazer.

Ma se il putiferio è stato scatenato, se si può mettere in dubbio il sistema, facendolo di fatto crollare, una ragione c’è: ed è data dall’altissimo grado di corruzione nello sport di alta competizione.

In Russia i servizi segreti aprivano e manipolavano le provette, riempiendole di urina “pulita”: una bazzeccola rispetto a quanto faceva il presidente della Federazione Internazionale di atletica, Lamine Diack, ora in carcere con il figlio a Parigi: si faceva dare da 50000 (Africa) a 100000 dollari (resto del mondo) a chi era pizzicato in cambio della distruzione delle provette positive. Lui, il massimo garante del primo sport olimpico.

E il suo vice, Sebastian Coe? Non s’è accorto di nulla.

Mala tempora currunt.

AGGIORNAMENTO: In un contesto in cui la disputa tra Schwazer e la Wada verte sulle sostanze trovate nella provetta, volentieri precisiamo, su richiesta  dello stesso Schwazer, che si tratta di testosterone sintetico, non prodotto dal proprio corpo. Schwazer sostiene che il suo passaporto biologico era normale. Intanto facciamo i complimenti ad Alex per la sua più grande vittoria: dopo la fine della relazione con Carolina Kostner, ha formato una famiglia allietata da due figli. Che fra una ventina d’anni uno segua le orme del padre, diventando olimpionico? Glielo auguriamo, e gli auguriamo anche di trovare la o le persone che hanno, secondo lui, manipolato la sua provetta.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!