Sembrava bellezza, un romanzo al femminile

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Un fiume in piena ? di più. Teresa Ciabatti colpisce subito. Dicono che, per il prossimo premio Strega, bisognerà fare i conti con Teresa Ciabatti e il suo “Sembrava bellezza”. Sarà per il peso della Mondadori, sarà per il fatto che quest’anno “tocca a una donna”, sarà per le segrete cose farcite da intrighi diversi (stiamo pur sempre scrivendo del riconoscimento più bramato in ambito letterario italiano…): fatto gli è che siamo andati a leggerlo.

Un fiume in piena. Di più: il crollo di una diga, con una fuoriuscita che tutto travolge. In aumento di intensità metro dopo metro, vogliamo dire pagina dopo pagina, e roba… tantissima roba. Una scrittrice di successo fa i conti con il suo essere madre, donna, amica. Lo fa in maniera aggrovigliata, diremmo quasi confusa, e il lettore ne viene investito. Questo fin da subito, dalla primissima frase: “I fatti e le persone di questa storia sono reali. Fasulla è l’età di mia figlia, il luogo di residenza, altro“. Chiaro che l’”altro” la dice tutta. 

In un vorticoso cambio di tempi, il passato permane, e di luoghi, “Sembrava bellezza” è essenzialmente un romanzo al femminile. I pochi uomini presenti sono circoscritti ad un veloce capolino e rimediano comunque barbine figure, se non peggio. La scrittrice non ha un buon rapporto con la figlia ventenne. Essenzialmente perché ha il ricordo di un vissuto, limitato a quell’età, orrendo. Per la Ciabatti la sentenza di Freud (“tutto si spiega nei primissimi anni della vita”) ha avuto un salto anagrafico: per lei l’origine di ogni suo è nell’adolescenza, in quel periodo della vita nel quale tutti si sentono brutti e che nascono i pensieri poi portanti e importanti. La protagonista ci rientra in pieno.

Nello scorrere della narrazione, neanche farlo apposta, le arriva in soccorso una sua amica di “quei tempi”, Federica, che neanche farlo apposta era la sorella della “più bella del liceo”. Dunque altre ferite, ricordi che prepotentemente fanno nuovamente male. Ansie, nervosismo latente che trova esplosione: la Ciabatti riesce a coinvolgere il lettore che non sa se ringraziare o imprecare perché la tensione emotiva è devastante. Frasi spezzettate, pensieri mischiati che vanno a formare NON un effetto di realtà ma di percezione della realtà. Troviamo pensieri di una piccineria inaudita perché i conti con il mondo tutto sono sempre al segno negativo. Certo, visti con gli occhi di adesso i presunti migliori anni della nostra vita, per tanti ma non per tutti e comunque NON per la voce narrante, “sembrava bellezza”. Ma non lo era, e non lo è adesso. In un precipitare continuo le confessioni si dilatano e probabilmente si ammettono anche cose che non sono accadute o sarebbero potute succedere. E il finale … , no quello non lo riveliamo. Diciamo solo che è di gran classe.

Un romanzo “forte”, potente e sregolato. Vedremo se basterà per lo Strega.

“Sembrava bellezza”, 2021, di Teresa Ciabatti, ed. Mondadori, 2021, pag. 239, Euro: 18,00.

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