Ti regalerò una rosa…elettrica

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Lei ha trent’anni, lui diciotto. Pensate ad una storia d’amore caratterizzata da un’anagrafe insolita? Sbagliato. Lei è una novella al suo primo incarico, lui un “boss”. Devono collaborare, devono affrontare una prova. Grandissimo thriller di Giampaolo Simi. “Rosa elettrica”, edizione Sellerio, in chiaro anticipo sui tempi.

Che noir! “Rosa elettrica” di Giampaolo Simi, è a dir poco un grandissimo romanzo. Potente e delicato, introspettivo ma anche veloce con i suoi colpi di scena, duro e comico (in un paio di occasioni c’è da spanciarsi dal ridere) brutale ma anche morale. Sostenuto da un ritmo perfetto, prende il lettore e non lo molla più. Davvero un gran bel noir: era dai tempi dell’ultimo Manzini (con il magnifico “Gli ultimi giorni di quiete”, leggi qui) che non se ne leggeva uno alla pari. Solo che questo è stato scritto anni prima… 

Pensare che “Rosa elettrica” ha rischiato di rimanere nel limbo dei libri nascosti, o dei gioielli invisibili. Scritto nel 2007 non è stato in pratica “schifato” da nessuno. Quattordici anni dopo, grazie alla casa editrice Sellerio (sempre “sul pezzo” a Palermo!), eccolo d nuovo in libreria, per la gioia dei lettori. 

La storia è di Rosa, una trentenne quasi laureata in filosofia al suo esordio in polizia. Come benvenuto le viene assegnato un compito delicato: accudire e accompagnare un possibile (presumibile ? probabile ?) “collaboratore di giustizia”, un delinquente pentito. Lui è giovanissimo, 18 anni, ma vanta un’esperienza lunghissima nel campo della delinquenza. È già un leader riconosciuto e temuto dalla piazza dello spaccio. Si fa chiamare Cociss e non disdegna altre attività off limits: combattimenti di cani, prostituzione, violenza su commissione. Nel momento in cui entra in scena il suo volto sfregiato è sulle prime pagine dei giornali: viene accusato di aver ucciso due bambine in uno scontro a fuoco. Il che rende la sua latitanza assistita un po’ più complicata. Devono nascondersi anche dai passanti comuni e devono organizzare un intervento di chirurgia plastica. Magari fuori dall’Italia. Non raccontiamo la sinossi del romanzo. Qui piace sottolinearne l’aspetto più potente: il rapporto tra Rosa e Cociss, a nostro modo di vedere l’anima vera e profonda di “Rosa elettrica”.

Fra di loro, volenti o nolenti, si sviluppa una speciale complicità: personalità e culture profondamente diverse chiamate a confrontarsi senza esclusione di colpe. Sono due mondi che si scrutano in un contesto che sa anche essere frenetico. Addirittura Cociss riesce a sventare un agguato, in pratica salva la vita a Rosa. Pur mantenendo il proprio ruolo i due sono costretti a certe confidenze (dette e/o non dette, vere e/o inventate… ?), rivelando aspetti caratteriali davvero stupefacenti. Altezze umane (la morale) e bassezze abominevoli (impressionanti le strategie per “educare” alla morte i cani da combattimento) si succedono, con i rapporti di reciproca fiducia che si mantengono sul tesissimo. Con sbalzi da montagne russe, a livello emotivo ma anche razionale. Intanto il piano di protezione mostra lacune e Rosa di ritrova a non potersi nemmeno più fidare dei suoi colleghi e superiori.

L’abbiamo già detto: ritmo travolgente. Non si pensi però ad un treno che va a massima velocità senza macchinista, ci sono anche isole di pausa di una comicità esilarante (quando si discetta sul “cosa è la filosofia”, o ancora quando viene tirato in ballo Sant’Agostino: superlativa la versione di Cociss…). 

Proprio un bel noir, che va a dimostrare la bravura letteraria di Giampolo Simi. Uno autore che sa distanziarsi dai “suoi” personaggi (Corbo) e imbastire una trama dalla geometria perfetta con una ricchezza narrativa inusuale per il genere. E ben si comprende la Sellerio che non solo è sempre alla ricerca di valide voci nuove ma sa anche andare a ricercare scrittori rimasti inopinatamente nell’ombra. “Rosa elettrica” è da leggere.    

“Rosa elettrica”, 2007, di GIAMPAOLO SIMI, ed. Sellerio, 2021, pag. 377, Euro: 15,00.

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