Wallace vedrà avverarsi il suo sogno?

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Che la Scozia ha un rapporto travagliato con l’Inghilterra è un dato di fatto. Ma il 16 maggio, alla faccia dei Brexiteers e dei simpatizzanti nazionalisti che vivono dalle nostre parti, il Regno Unito potrebbe perdere un altro pezzo.

Sono ormai passati più di 700 anni dalla morte dell’eroe scozzese William Wallace, che lottò per l’indipendenza del suo paese e forse qualcosa potrebbe cambiare a breve, rendendo le sue speranze realtà. Le elezioni scozzesi che si terranno il 16, danno per favorita l’attuale premier Nicola Sturgeon e il suo partito, lo Scottish National Party ( Pàrtaidh Nàiseanta na h-Alba in gaelico). L’ SNP, è il primo partito in Scozia e alle ultime elezioni ha fatto man bassa di seggi occupando 40 posti.

Alla camera dei comuni britannica, l’SNP ha addirittura 47 dei 59 seggi che spettano alla Scozia, mentre alla camera dei lord non v’è presenza scozzese, visto che la patria di Wallace non accetta di sedere in una camera non direttamente eletta e che rappresenta, idealmente, il potere nobiliare britannico.

La BBC fa un sacco di ipotesi sul voto, sull’affluenza e sul tipo di votanti che, complice il covid, diserteranno le urne. Infatti Le fasce demografiche più anziane sono tradizionalmente più propense a votare, ma è anche molto più probabile che siano influenzate negativamente dal virus e quindi potenzialmente meno propense a muoversi di casa.

D’altro canto, sono aumentati gli iscritti al voto per corrispondenza, ma questi sono elettori probabilmente già molto politicizzati e già saldi nella loro idea di voto. Per assurdo inoltre, i sondaggi che danno quasi per scontata la vittoria dell’SNP, renderebbero meno propensi a recarsi alle urne coloro che sono poco stimolati. 

Insomma, tutto e il contrario di tutto, con un’unica certezza, l’SNP è in salute. Altro grande favorito l’Alba Party, dell’ex ministro Alex Salmond. Ma quello che preme a tutti e che fa tremare le vene dei polsi ai britannici è: si riproverà a sottoporre agli scozzesi il referendum per l’indipendenza che li affranchi definitivamente dagli inglesi e li riporti in un Europa che li accoglierebbe a braccia a perte? Era il 2016 quando l’Inghilterra votò la brexi. A rappresentanza del pensiero di buona parte degli scozzesi, che allora avevano votato, insieme all’Irlanda del Nord, per rimanere nella UE, riproponiamo il discorso dell’eurodeputato Alyn Smith. (guarda il video)

E fu la stessa Nicola Sturgeon, a Brexit effettuata, a lanciare un malinconico addio che sapeva però di rivalsa nei confronti dei britannici:

“La Scozia tonerà presto. Tenete la luce accesa”

A prescindere dalle idee politiche, che vedono i Brexiteers e i sovranisti nostrani guardare da un’altra parte fischiettando, è evidente che la Gran Bretagna rischia di perdere pezzi come un vecchio muro scrostato dalle intemperie. Quella che doveva essere una marcia trionfale e solitaria al di fuori della UE, sembra sempre più una fuga dall’Egitto, con il deserto davanti e carri di masserizie dietro. Solo che stavolta non sembra esserci un provvidenziale Mosè a separare le acque della manica.

Il 23 agosto 1305, William Wallace, l’eroe scozzese impersonato da Mel Gibson nel film Braveheart, veniva impiccato e squartato a Londra, la sua testa esposta sul London Bridge e i suoi pezzi dispersi e messi in mostra nelle maggiori città inglesi. (guarda il video qui sotto)

Sarà forse il 2021 a vedere avverato il suo sogno di una Scozia indipendente.

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