White Lives Matter messa all’angolo

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Sarà che il politically correct è roba da sfigati, o che i buonisti sono una palla e tutti ne sono stufi, c’è però che forse qualcosa sta cambiando nell’aria. La sconfitta di Trump, il governo Draghi, la risposta celere dell’Europa al covid col recovery found hanno sicuramente cambiato, e di molto, la narrazione corrente che ha permeato gli ultimi quattro anni il mondo. Una narrazione fatta di razzismo e che trasudava odio come una mortadella lasciata al sole in agosto.

Lo vediamo anche in una recente manifestazione del movimento “White Lives Matter”, chiaramente antagonista del più celebre “Black Lives Matter”, cresciuto soprattutto dopo la morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso da un poliziotto che è in questi giorni sotto processo per l’omicidio (leggi qui sotto).

Il raduno di “White Lives Matter”, cresciuto col passaparola su Telegram è stato parte di un serie di proteste pianificate a livello nazionale e coordinate in una manciata di città statunitensi, per combattere la fantomatica minaccia alla razza bianca da parte del multiculturalismo. Quello che i manifestanti definiscono come il pregiudizio “anti-bianco” nei media, nel governo e nell’istituzione.

La cosa non è però andata liscia, ad affrontare e circondare i convenuti, un folto gruppo di contromanifestanti antirazzisti, decisi a non concedere quartiere ad iniziative del genere. Insomma, hai diritto di dire quello che vuoi ma vedi di non rompere troppo i marroni.

A marciare per i diritti dei bianchi etero e protestanti, gente del ku klux klan ( i simpaticoni sono ancor in circolazione), gruppi antiabortisti e di suprematisti bianchi come i tanto amati da Trump “Proud boys”, insomma, la solita accozzaglia di feccia a cui ormai siamo abituati. 

Rivendicare i propri diritti è sacrosanto, rivendicare la propria supremazia no, perché è questo che fa questa gente. protestando per i “diritti dei bianchi” difendono invece privilegi secolari, che li vedono sottomettere gli “altri” in nome di un Dio oscuro e vendicativo o di principi razziali vetusti e assolutamente privi di fondamento scientifico.

La folla degli antirazzisti si è gonfiata pericolosamente a Huntington Beach, in California, superando le 500 unità. A questo punto la polizia ha deciso che era meglio sgomberare, per evitare che ci scappasse non solo il tafferuglio, viste le frizioni, ma anche il morto, come già capitato in recenti incidenti (leggi qui sotto).

Il più “famoso” è forse quello di Charlottesville, dove a una manifestazione antirazzista, una donna era stata investita dall’auto guidata da un suprematista bianco, che aveva deliberatamente caricato la folla (leggi qui sotto).

I video circolanti su Youtube e sui social, avevano rivelato tutta la folle violenza del gesto compiuto da Vassilios Pistolis, ironicamente di chiara origine greca, a dimostrazione che il razzismo è internazionale e che anche chi è immigrato ne può essere tranquillamente infettato (guarda il video).

Il razzismo e il suprematismo bianco non terminano oggi. È però certo, che un serio colpo di spugna è stato dato, per rendere più chiara quella benedetta costituzione americana che recita “tutti gli uomini sono uguali”. Non è materia di oggi né di domani, ma la strada verso un mondo meno razzista è forse ora  segnata con maggiore chiarezza.

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