Anche Bolsonaro ha una mamma

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Bolsonaro ha partecipato alla parata delle motociclette per la Festa della Mamma: volto disteso e sorridente, casco in resta su quel che resta della testa, due dita della mano destra proiettate verso l’infinità del cielo, in segno di vittoria. 

Trionfante e rombante come non mai, circondato da una sciame di motociclisti suoi sostenitori, ha dato gas per manifestare i suoi auguri a tutte le madri di Brasilia, pilotando ardito e sicuro lungo le strade sempre più viscide per la possente seconda ondata di Covid-19.

Già, il Covid-19, una cilindrata complessivamente molto modesta per poter preoccupare seriamente e Jair, spensierato dal  mezzo luccicante sulla immaginaria parabolica della sua residenza ufficiale, ha voluto platealmente salutare un gruppo di simpatizzanti improvvisando un breve discorso, rigorosamente senza mascherina : 

“Questa non è una manifestazione politica ma di amore per la patria, è una manifestazione di tutti coloro che desiderano pace, tranquillità e soprattutto libertà.”

E dopo l’applauso serrato e cospicuo ma soprattutto magicamente spontaneo, il leader carburato ha auspicato la sua fondamentale partecipazione a iniziative analoghe in altre città, come Rio de Janeiro, Belo Horizonte e San Paolo, tutte adatte per i centauri, scatenati nei rettilinei e audacemente inclinati lungo le curve epidemiche.

La chiusura dell’improvvisato quanto accorato intervento si è incentrata non tanto sui circa 2000 morti che quotidianamente si arrendono al coronavirus quanto sulla minimizzazione dell’espansione della pandemia definita “un problema gravissimo del passato che piano piano stiamo vincendo”.

E se il virus risulta fuori controllo in gran parte del Paese, resta la magia salvifica dell’immensa 

spiaggia di Copacabana, dove il virus può benissimo essere grigliato dal sole carioca, mostrandogli il muso duro mentre le chiappe fanno l’occhiolino al mare, Honda su Honda.

Anche le decisioni di diversi Stati che hanno imposto inopportune e impopolari misure restrittive, dopo che la Corte Suprema aveva decretato la loro autonoma autorità in materia, rimangono comunque revocabili per decreto, con una bella catramata turbolenta dai surriscaldati tubi di scappamento : “Potete stare sicuri che, come capo supremo delle Forze Armate, non manderò mai l’esercito nelle strade per mantenervi prigionieri in casa”.

E poi una funambolica impennata finale , coordinata a tutti muscoli in una smanettata da motocrossista : “Non esiste nulla di più sacro della libertà per un uomo e per una donna”.

Il presidente brasiliano, rifatto il pieno di carburante e di possente aria nei polmoni, si sta posizionando sulla griglia di partenza per le non lontane elezioni dell’ottobre 2022.

E se la sua moto è di marca incerta, Suzuki o Yamaha o che altro diavolo, il suo motto resta inciso nella argentata carena del serbatoio : “Dio, Patria e Famiglia, scomodo per molte persone ma noi sappiamo che è l’essenza di tutti noi.”

L’eccesso di odore di zolfo dallo scarico è ovviamente una patetica invenzione degli oppositori, gente da monopattino di terza generazione da riciclo o da bici forata e scassata.

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