Bevi che ti passa

Pubblicità

Di

Quando si tratta di bere alcol gli svizzeri non si tirano certo indietro. O almeno è così per una parte di loro. Il 2.4% della popolazione, che va dai 15 anni in su, beve il 20% di tutto l’alcol consumato nella Confederazione. Sale all’11.1% la fetta di coloro che ne bevono la metà. E complessivamente il nostro consumo alcolico va ben oltre la media. È il dato che emerge da un confronto tra 52 paesi. Inoltre in Svizzera sono 250’000 gli adulti alcoldipendenti, cioè quattro persone su cento. Circa 1’500 invece i morti causati ogni anno dall’abuso di alcol nel nostro Paese. 

Sono le cifre che, impietose, fotografano una guerra, una realtà di fronte alla quale non si fa ancora abbastanza. E, stando ad un recente studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), con la pandemia il quadro complessivo di questo fenomeno potrebbe essere perfino peggiorato. Inoltre, secondo le previsioni avanzate proprio dall’OCSE, sul medio termine, come spesso accade a seguito di un evento traumatico, ci si attende di registrare un aumento del consumo di alcol, talvolta vissuto come un antistress a buon mercato. 

A confermarcelo già ora c’è il fatto che l’attività dei canali di vendita online e di consegna a domicilio di bevande alcoliche è quasi triplicata. A preoccupare c’è poi soprattutto il coinvolgimento sempre più frequente di giovani e giovanissimi che sperimentano, pure loro, questo tipo di consumo e di stile di vita. Perché nella maggior parte dei casi l’abuso di alcol va a braccetto con la depressione. Attraverso l’alcol si cerca di anestetizzare una sofferenza più profonda, radicata nell’animo, che ha a che fare con l’incertezza per quel che accadrà e con l’impossibilità di poter fare piani o progetti sul lungo periodo. 

Una mancanza di obiettivi che purtroppo si trasforma in un nichilismo esistenziale, in una vita fuori controllo e priva di scopi che cozza con quanto invece, per esempio, sosteneva il filosofo Martin Heidegger, cioè che l’uomo ha bisogno di avere un progetto, di confrontarsi con un’idea di futuro. Un malessere che oggi riguarda soprattutto i giovani, in questo senso i più sensibili, e che trova conferma in più di un campanello d’allarme. L’esplosione del tasso dei suicidi tra i giovanissimi e il fatto che l’età media di chi consuma alcol si è drasticamente abbassata sono tra questi.

Un consumo alcolico che spesso avviene in solitudine. Di nascosto. Per anestetizzare, almeno momentaneamente, il proprio malessere. Alterando così anche il proprio rapporto con gli altri. Con l’abuso si finisce pure con il rinchiudersi su se stessi. Convinti che l’unico effimero piacere rimastoci sia quello del consumo solitario. Non si ha più la sensazione del beneficio nella relazione con l’altro. Anche perché avere un rapporto piacevole con gli altri non è affatto scontato. Anzi. E allora di fronte alla fatica di qualcosa che non è né scontato né immediato si preferisce il bere. L’antidoto è il bere, convinti che tutto passi.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!