Biancaneve e i 7 diversamente alti

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Ci si scherza sopra, ci si inorridisce, si scrolla la testa. Perdiamo tempo in discussioni assurde che sono in realtà create da notizie ingigantite ad arte. E noi ci caschiamo come polli. L’ultima riguarda Biancaneve, e non è nemmeno una notizia fresca, anzi. 

Secondo alcuni, la fiaba di Biancaneve non sarebbe politically correct e anche a Disneyland ci sarebbero state lamentele sulla recita, dove il principe alla fine, bacia la bella Biancaneve.

Il problema è proprio qui: Biancaneve, visto che è sotto l’effluvio di un potente veleno o sedativo, è capace di intendere e volere? Diremmo di no.

Ecco allora che scatta la rimostranza: se non è consenziente il principe non può baciarla.

Ribadisco, ci scherziamo sopra, probabilmente quelli a pensarla così sono uno sparuto gruppo di invasati che cercano peli nell’uovo come Paperone cercava pepite nello Yukon.

Il problema è però serio. Dunque, Biancaneve non è consenziente, ovvio, anche volendo non potrebbe dare chiari segnali di compiacenza al principe, che peraltro nemmeno conosce. Eh sì, perché non è come Cenerentola che perlomeno ci ha ballato per un paio d’ore. Biancaneve ‘sto tizio proprio non l’ha mai visto.

Il principe però è stato chiamato dai nani, o meglio dai diversamente alti, che disperati gli chiedono di fare qualcosa. Com’è, come non è, pare che il bacio del principe abbia facoltà taumaturgiche e sia così in grado di ridare la vita a quello che ormai è un simulacro o meglio una diversamente morta.

D’altronde se il principe non l’avesse baciata, saremmo di fronte a un grosso caso di omissione di soccorso.


Se la vediamo così, il principe è al pari di un soccorritore della croce verde che ci fa la respirazione bocca a bocca per rianimarci e così salvarci la vita. Il reale azzurro poi, si limita a un casto bacio (questo lo abbiamo visto tutti) senza nemmeno indulgere in movimenti con la lingua o in inappropriati palpeggiamenti. Si può desumere facilmente dal video allegato (guarda video).


E come nei casi controversi, un provvidenziale video, rende più chiara la storia. Un casto bacio di mezzo secondo al massimo. Poi i diversamente alti e gli animaletti del bosco gioiscono e fanno festa: Biancaneve, ancora un po’ rintronata ma sveglia, si stiracchia dalla sua teca di vetro. Vede il principe, sorride e tende le braccia. Non proprio il comportamento di una persona che si senta violata nell’intimo. Per cui, se stiamo al filmato, Biancaneve è consenziente seppur dormiente, o meglio, anche se non era consenziente non si turba più di tanto. La scena segue col principe che la prende in braccio (probabilmente la poverina è ancora malferma sulle gambe) e se ne va col suo fardello mentre Biancaneve saluta i piccoli compagni del bosco baciandoli sulla pelata. 

Ma…un momento. I nani saranno consenzienti? Cioè, Biancaneve ha chiesto loro se volevano essere baciati sulla testa pelata? Molti uomini si vergognano della propria calvizie. Trovo decisamente indelicato e inappropriato l’agire spensierato della bella Biancaneve, che non si sofferma a ragionare sulla sensibilità violata dei piccoli uomini calvi.

E il coccodrillo che mangia la mano a Capitan Uncino in Peter Pan? Ha chiesto il permesso? E Gaston ne “La bella e la bestia”? che stalkerizza Belle? E la strega malvagia che punge la bella addormentata provocandole il coma? Disdicevole.

Alla fine le fiabe sono fiabe. Storie che ci tramandiamo spesso da secoli, a volte miti, come quello di Polifemo, che ci seguono da millenni. Se dobbiamo chiederci quanto sia stronzo Ulisse ad aver accecato un diversamente alto per di più con un occhio solo, la nostra cultura non è solo decadente, ma rantolante in un fosso.

Per cui non diamo troppo peso a queste sciocchezze, spesso veicolate ad arte dai media, ma chiediamoci cosa piace ascoltare ai nostri bambini. I miei adoravano Pinocchio, una storia truce di abbandono dell’infanzia, di miseria, menzogna e delitti. 

Inutile dire che oggi non sono dei serial killer.

Biancaneve può perciò dormire tranquilla, saranno le mamme e i papà a spiegare la differenza ai loro figli e soprattutto a spiegargli cos’è un principe e quanto vetusta sia questa figura, che ormai si tramanda solo nel castello di Windsor e in qualche altro blasonato palazzo europeo.

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