DarkSide, si fa presto a dire hacker

Pubblicità

Di

Che una fetta importante delle nostre vite ruoti ormai attorno a internet e ai servizi che la rete ha reso possibile non è un mistero per nessuno. Ma a mostrarcelo in maniera ancor più evidente sono tutti quegli episodi in cui il meccanismo s’inceppa. Va inevitabilmente in tilt. Com’è accaduto la scorsa settimana negli Stati Uniti dove, nientemeno che un oleodotto, è stato preso di mira da un gruppo di hacker russi chiamato DarkSide. 

Sì, perché accanto ai disservizi, ai bug di sistema, ai software o agli hardware che impazziscono e collassano senza preavviso, ci sono anche i pirati informatici, i cosiddetti hacker, con cui spesso dobbiamo fare i conti. Proprio come nel recente caso di DarkSide, un gruppo di criminali russi, ma non al soldo del Cremlino. O, almeno così sarebbe, stando a quel che sostiene l’FBI.

Intanto però il cyber-attacco alla rete della Colonial Pipeline, che è il più grande oleodotto degli Stati Uniti ed è lungo oltre 8.800 chilometri, ha costretto l’azienda a bloccare le forniture di petrolio di buona parte della costa orientale degli Stati Uniti. A essersi interrotto è stato il flusso di carburante che dal Golfo del Messico arriva a New York e che rappresenta il 45% delle forniture.  

L’attacco è stato compiuto con un ransomware, cioè un software malevolo che blocca alcuni dati e rende inaccessibili una parte dei contenuti. Grazie a questo meccanismo gli hacker di DarkSide si sono impossessati di circa cento gigabyte di dati sensibili che di solito vengono poi sbloccati solo dietro il pagamento di una notevole somma di denaro. Insomma, un vero e proprio riscatto, ransom in inglese.

E fin qui nulla di nuovo sotto il sole se non fosse che, il gruppo di hacker in questione, si è nel frattempo scusato per i danni provocati. DarkSide infatti coltiva di sé un’immagine da Robin Hood, di chi ruba alle grandi multinazionali per poi donare parte del ricavato a bisognosi e altre organizzazioni no profit. Nel loro codice etico c’è per esempio il fatto di non voler prendere di mira né le agenzie governative e neppure gli ospedali.

 “Siamo apolitici, non partecipiamo alla geopolitica, non abbiamo bisogno di legarci ad un governo definito e cercare altre motivazioni. Il nostro obiettivo è fare soldi e non creare problemi alla società. Da oggi introduciamo la moderazione e controlliamo ogni azienda che i nostri partner vogliono crittografare per evitare conseguenze sociali in futuro”, hanno dichiarato all’indomani dell’attacco quelli di DarkSide. In pratica hanno ammesso di aver fatto un errore e chissà che Colonial Pipeline non possa ricevere presto i codici per decifrare i file senza dover pagare nessun riscatto.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!