Dove inizia la sinistra?

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Non mi ci raccapezzo più. È evidentemente colpa mia perché non mi sono mai preoccupato oltre misura di capire dove finisce il centro e dove inizia la sinistra. E neppure dove inizia la destra. Certo, ho i miei riferimenti culturali e filosofici, ma mai come in questo momento, complice anche il ballottaggio per l’elezione del sindaco di Bellinzona, mi sento sballottato da un lato all’altro.

Se il primo maggio vado in Piazza Governo, sono di sinistra, ma se vado in montagna, sono di destra.

Se il 16 maggio vado in montagna, sono di sinistra, ma se vado a votare per eleggere il sindaco, sono di destra.

Mi sposto con i mezzi pubblici, perciò dicono che sono di sinistra; ma se non critico la politica delle FFS di finanziare la cassa pensione del personale e il trasporto passeggeri costruendo palazzine d’abitazione, sono di destra.

Se partecipo allo sciopero delle Officine, sono di sinistra, ma se oso pensare che la nuova officina è un compromesso interessante, sono di destra.

Se mi impegno nell’attività sindacale, sono di sinistra, ma poi il mio sindacato è definito “di regime” e sono di destra.

Se critico il politico-giornalista che non sopporta la casta, sono di sinistra, ma se critico il politico aggressivo che non sopporta i privilegi della casta, sono di destra.

Se dico che non sono comunista, divento automaticamente di destra.

Se non cito a memoria i sacri testi dell’ortodossia marxista (vi garantisco che ho letto sia il Manifesto del Partito comunista sia Il Capitale; ma anche la Bibbia e il Mein Kampf, tanto per non privarmi di nulla), nella migliore delle ipotesi mi liquidano come “radical chic”.

Tant’è: pensate ciò che più vi aggrada. Io il primo maggio andrò in Piazza Governo e il 16 indicherò chi secondo me dovrebbe diventare il nuovo sindaco di Bellinzona.

Poi, per fare il verso a Giorgio Gaber, continuerò a pensare di poter essere vivo e felice solo se lo sono anche gli altri. Voi fate un po’ come vi pare.

Alberto Cotti

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