Ehi tu, te lo ricordi “Ei fu”?

Pubblicità

Di

Muore a Sant’Elena, il 5 maggio 1821, Napoleone Bonaparte, ex imperatore dei francesi, ex rivoluzionario e fautore del moderno assetto della Svizzera e del Ticino.

Ogni anno, cascassero tutti i calendari del mondo, allo scoccare del Cinque Maggio resto posseduto dallo spiritaccio di Napoleone che arriva a guastare, come una bertuccia il panciotto nel salotto buono di casa, un ampio spazio della mia serenità, stravolta dagli ingombranti  ricordi della scuola secondaria.

Tornano a volteggiare come condor affamati nugoli di incubi serpeggianti, corposi, urticanti e odorosi alla maniera della olente esternazione di Cambronne.

Insomma, uno sgradevole pensiero invade Bonaparte delle reminiscenze dei miei trascorsi scolastici, tappezzandoli con una Waterloo di cannonante nel sedere.

La petulante e garrula retorica della mia insegnante di lettere esaltava l’ode di Alessandro Manzoni, generata da “un profondo afflato religioso” e la mia contrarietà lievitava come i testicoli di un toro sottoposto al tagliando pressorio.

Pur essendo “Il Cinque Maggio”  generalmente considerato dalla critica come una monumentale opera poetica, a me resta una rancorosa e feroce diffidenza nei confronti di questo perverso componimento scandito da versi che mi inflissero strazianti grattacapi dentro declamazioni che si tramutavano in deiezioni, con esasperanti picchi di totale sconforto fino a farmi odiare perfino l’isola di Sant’Elena, che poi tanto santa non poteva essere, avendo ospitato gli ultimi respiri di quel supponente di Generale francese.

Odio questa ode che mi invitava a imboccare i sentieri della speranza “Dov’è silenzio e tenebre/ la gloria che passò”.

Quel maledetto giorno, quando sgusciai dal banco come un cerbiatto braccato da un bracconiere tritaossi, nella classe il silenzio si consolidò in lame di ghiaccio.

Allora cercai l’elsa della sciabola trovando solo il ciondolio della cinghia dei pantaloni a zampa d’elefante.

Eppure percepivo la sensazione di una certa sicurezza, dopo due pomeriggi e due notti trascorsi a ripetere quel cacchio di poema che ancora oggi tutte le certezze mi porta via.

“Ei fu” , e fu proprio l’incipit a presentarmi d’un botto la mortifera pendenza del Mortirolo delle poesie.

” Ei fu. Siccome ignobile 

dato il mortal sospiro,

stette la spoglia immemore

tromba di tanto spiro…”

Dalla mia voce farraginosa sbucarono un paio di nefandezze ciclopiche, due refusi da fusione nucleare.

Nel frattempo la sadica professoressa, invece di dimostrarmi umana comprensione e pietosa empatia, cominciò a picconare ferocemente, con ardente sarcasmo.

Ed io me ne stavo ignobile, siccome immobile, con la gola orba di tanto spiro e con le tonsille a tromba da ritirata mentre dal mio turbolento stato confusionale sbucavano altre patacche infernali.

” Lui folgorante in solio” si convertì in una irrituale immagine portuale “Lui folgorante in scoglio”.

Cercavo di spiare in tralice gli sguardi sgomenti e divertiti dei miei compagni più ostili dando sfogo al mio rassegnato autolesionismo che vagava “Dall’Alpi alle Piramidi”, per inciampare nelle folate di sudorazione anomala “Dal  Manzanarre al remo”

Inimitabilmente patetico, distante qualche brigata di granatieri dal fiume Reno, mietevo alla grande la mia figura da scemo.

“Fu vera gloria?”

Lascerei ai posteri l’ardua sentenza.

Appellandomi a un atto di clemenza, sponsorizzato da Napoleone Malaparte e da Don Lisander, che quel Cinque Maggio avrebbe potuto davvero evitarcelo, da gran signore quale si piccava di essere.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!