Fungicida nell’acqua potabile

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È proprio il caso di dire che, viste le imminenti votazioni, i Verdi tirano acqua (giustamente) al loro mulino. In un’interrogazione al Consiglio di Stato, chiedono lumi sulla presenza del clorotalonil, un fungicida.

Prima capiamo di che stiamo parlando: il clorotalonil, già alla fine del 2019, era stato bandito dall’Ufficio federale dell’agricoltura. Leggiamo dal comunicato stampa emesso allora:

“…Sulla scorta dei risultati dell’esame dei dati complementari svolto dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), non è possibile escludere che alcuni prodotti di degradazione di questo fungicida abbiano un effetto negativo a lungo termine sulla salute. L’USAV condivide la valutazione della Commissione europea in merito al clorotalonil, ovvero che la sostanza deve probabilmente essere classificata come cancerogena. I metaboliti nelle acque sotterranee devono quindi essere considerati rilevanti.”

Insomma, non robetta che mescoli all’acqua come lo sciroppo di sambuco e ti bevi in una calda serata estiva. Ma c’è di più, oltre che tossico per l’uomo, il clorotalonil, è decisamente letale anche per pesci e invertebrati acquatici. Ecco il perché di una serie di domande rivolte al CdS in merito a rilevamenti di questo prodotto fitosanitario bandito, in alcune sorgenti in seguito a delle ispezioni dell’ispettorato dell’acqua potabile. Leggiamo dal comunicato dei verdi:

“…i risultati illustrati relativi alle sostanze maggiormente riscontrate nelle falde evidenziano come, nello specifico, nel caso del clorotalonil, siano confermati i dati a livello federale che mostrano come questo fungicida sia “il metabolita più frequentemente rilevato nelle acque sotterranee”.  

Nel comunicato, i verdi, evidenziano il caso di Novazzano, dove i valori definiti dal laboratorio cantonale d’igiene sono stati superati, anche se di poco.

L’imminente votazione contro i pesticidi e per un acqua potabile libera da questi ultimi, è un fatto reale. Senza voler creare allarmismi, è palese che prodotti dubbi e velenosi, finiscono regolarmente sulle colture. E anche se banditi, alcuni di questi prodotti permangono nelle falde e nel terreno, mettendoci magari anni prima di essere smaltiti. I Verdi perciò chiedono al consiglio di Stato:

– Quali sono le altre nove aziende distributrici di acqua potabile citate nel Rapporto, quali i pozzi e la sorgente interessati dalla presenza di clorotalonil nelle acque in quantità significative, quali con concentrazione maggiore a 0.1 μg/l? A quali Comuni e comprensori fanno capo?

– Quanti e quali altri Comuni, oltre a quello di Novazzano, hanno provveduto a informare i cittadini, in ossequio alla Direttiva per le autorità cantonali d’esecuzione (Direttiva 2020/1)?

– Come intende agire il Consiglio di Stato laddove da parte delle aziende non vi è stata un’informazione regolare?  

– Quante e quali aziende finora, sempre in ossequio alla Direttiva 2020/1, hanno adottato misure immediate per garantire che l’esposizione della popolazione ai metaboliti del clorotalonil sia la più bassa possibile?

– Visto che i costi causati dai residui dei pesticidi ricadono sulla collettività è stato quantificato e a quanto ammonterebbe, in termini monetari, il danno subito dagli enti pubblici (comuni e aziende acqua potabile) a causa delle contaminazioni delle acque di falde da clorotalonil e altri pesticidi agricoli in Ticino?

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