I Måneskin? Un bestiario di pervertiti

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La deriva della Bielorussia è evidente. Non si tratta solo di oppositori (spesso indegni di questo nome) ma di una narrazione a cui i Paesi autoritari dell’est ci hanno abituati. E stavolta a farne le spese sono i vincitori italiani dell’Eurosong.

Non si spegne l’eco dell’Eurosong, e i poveri Måneskin (o fortunati, visto che si continua a parlare di loro) sono sempre al centro dell’attenzione. Ma in questo caso il fatto che si parli di loro è una questione secondaria.

In una trasmissione della tv di stato bielorussa, i poveri Måneskin, appena usciti puliti da un’accusa di droga, si devono confrontare con l’astio del sovranismo bielorusso. Ecco i commenti sul loro conto:

“Guardate che cosa (cosa? NdR) ha vinto ieri all’Eurovision. Un bestiario di pervertiti, degenerati, spazzatura che sa di AIDS. Grazie a Dio non l’hanno trasmesso in Bielorussia. Il mondo moderno della democrazia e del progresso sta avanzando con successo verso la demenza totale, verso le perversioni fuori di testa. Preferiamo la dittatura. Tutto il mondo sprofonderà in questo abisso, ma la Bielorussia rimarrà un’isola di libertà” (guarda il video)

https://video.repubblica.it/mondo/bielorussia-la-tv-di-stato-insulta-i-maneskin-pervertiti-degenati-preferiamo-la-dittatura/387907/388630?ref=RHTP-BS-I278612739-P3-S2-T1

Parole che a noi fanno sorridere, perché sembrano appena uscite dall’omelia di un parroco degli anni ’50 in un paese della Bassa padana.

Paesi con leader autoritari, come la Russia di Putin, la Bielorussia di Lukashenko, l’Ungheria di Orban o la Polonia di Moraviecki, sfruttano sapientemente alcuni punti saldi che in Europa conosciamo da quasi un secolo e che nacquero organicamente con le propagande naziste e fasciste degli anni ’20.

Nonostante il parlare di libertà, questi paesi escono da decenni di dittatura e autoritarismo, e hanno probabilmente nel DNA l’abitudine a seguire una leadership forte. Non che nel resto dell’Europa non capiti, ma gli anticorpi di democrazie di lunga data, impediscono a questi autoritarismi di farsi troppo avanti (vedi Salvini).

Allontanarsi dall’Europa non è un’opzione reale, almeno per Polonia e Ungheria, ma serve un astio continuo per mantenere il potere. Per far questo si fa leva sulle solite fesserie che sanno di polvere e muffa: l’avanzata dei gay, della degenerazione sociale, della decadenza. L’utilizzo delle parole non è casuale, e ricalcano tristemente e senza fantasia quelle degli autoritarismi del secolo passato. 

Il concetto è semplice: noi siamo il baluardo delle cose sane, del passato, quando si stava bene e tutto era chiaro. La paura del futuro e del presente, viene rappresentata, in questo caso, con la degenerata vittoria dei poveri Maneskin che, detto tra noi, manco si drogano.

L’Ungheria nel 2020 non partecipò all’Eurosong, proprio perché ritenuto un covo di gay, e non c’è stata nemmeno in questa edizione. (leggi qui sotto)


Questo modo di gestire il potere, si avvicina però pericolosamente a derive antidemocratiche, come in Polonia, dove un terzo del territorio pretende di essere “LGBT free zones”, vietato ovviamente agli omosessuali. Un’idiozia equivalente a dire che la povertà è scomparsa, come diceva poco tempo fa il pentastellato Luigi di Maio.

Il fatto che tu dica che non vuoi i gay, fa in modo che semplicemente i poveretti e le poverette finiscono di nuovo per nascondersi, come negli anni delle dittature. Una situazione indegna e vergognosa che l’Europa non dovrebbe tollerare. 

E il discorso vale per la Bielorussia di Lukashenko, oggi ai ferri corti con l’Europa, come per la Russia di Putin, dove i gay non se la passano meglio (legi qui sotto).


Alitare sulle ansie della gente (a tutti noi i cambiamenti spaventano e preoccupano) è una porcheria ormai sfruttata alla grande. A farne le spese, purtroppo e come sappiamo bene, le minoranze, le donne, i gay, categorie incatenate loro malgrado in un’ondata di destra che si riassume in pochi assunti: Le donne a casa a far la calzetta, i gay sono dei degenerati contro natura, gli immigrati ci stanno invadendo, la nostra cultura è meravigliosa e mirabolante e va preservata appunto dai…degenerati. Una bella parola che riassume il tutto: “Pervertito psichicamente e moralmente, depravato, immorale.”

I Måneskin intanto si godono la vittoria e se ne sbattono allegramente, ne siamo certi, del povero baciapile e servo conduttore bielorusso. Che alla fine ricorda ai suoi: “preferiamo la dittatura”. Più chiaro di così…

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