Il lato oscuro di una Stella

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Un viaggio dentro il senso di colpa è dolore, ossessione, paura e … Bellissimo romanzo, questo “Il valore affettivo”. Scritto da un’esordiente.

L’incipit è di una forza inaudita: “Anche il fatto che ogni tanto mia madre cerca di uccidersi è diventato un’abitudine, come più o meno tutto il resto“. Stiamo scrivendo de “Il valore affettivo”, della debuttante Nicoletta Averna (ed. Einaudi Stile libero). Un viaggio nel dolore che solo il senso di colpa può generare, un percorso dolente verso un’autoconsapevolezza la cui conquista richiede fatica immane. E nuova sofferenza … .

La storia è di Bianca, nome non casuale, ora stimata professionista nell’ambito della comunicazione, ramo pubblicitario. Prima è stata sorella minore di una ragazza fantastica, morta però in circostanze misteriose (che l’intreccio rivelerà verso la fine, dopo aver creato una bella suspense), poi piccola grande star televisiva in un programma popolare, un gioco a premi dove le si chiedeva di capovolgere le caselle di un cruciverbone, sorridendo ovviamente. Dunque una protagonista bella, anzi bellissima. È intelligente, se non di più: fredda e lucida, induttiva e deduttiva. Un essere praticamente perfetto con un tallone d’Achille devastante: il pensiero alla sorella morta, a tutto quello che ne era conseguito. La famiglia devastata e, di contrappasso, una nuova famiglia da Mulino Bianco eppure minata dalla sua imperfezione psicologica, ancora e sempre il senso di colpa. Che la costringe a tic imbruttenti, come la catalogazione e selezione dei rifiuti, a livello mentale ma poi anche  … in pratica. 

Nella sua quotidianità, quando è a casa o sul lavoro, ma anche per strada: su questo argomento la Verna propone pagine da antologia, per la scelta farmaceutica delle parole, per il ritmo, per la capacità di coinvolgimento.

“La vita affettiva” propone anche contrappassi stridenti. Bianca avrebbe tutte le possibilità e occasioni per una “vita perfetta”, riesce perfino a sposare un luminare mondiale della cardiochirurgia, un uomo in pratica perfetto, e invece … . 

Invece anche queste pagine fanno da detonatore alla disperata e disperante ricerca di redenzione.

La storia dunque è soprattutto di Stella, la sorella morta vent’anni prima ma presente in ogni respiro di Bianca. Sul suo esserci in questa forma si dipana tutto il (gran bel) romanzo di Nicoletta Verna. Ogni avvenimento viene narrato con gelida chirurgia e la smania della protagonista Bianca (non un nome casuale) del “voler controllare tutto”, il presente ma anche il passato, in pratica il destino, si trasforma da assillo a unica modalità di sopravvivenza. Ancora un’altra assenza, una maternità che non arriva. E sono nuovi sensi di colpa, fragilità che si intersecano nella dinamica familiare, come nella vita di altre coppie … .

Scritto al presente ma con tanti salti nel passato, con voluto disordine poi ricomposto in un quadro finale praticamente perfetto. Davvero un gran bel romanzo.

“Il valore affettivo”, 2021, di Nicoletta Averna, ed. Einaudi Stile Libero, 2021, pag. 294, Euro: 18,00.

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