La conformista e le occasioni perdute

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Un romanzo bello ma incompleto. Idee e trovate originali sottomesse ad una voglia di commedia. Occasioni di paradosso purtroppo sviluppate poco. Un peccato, firmato da Ingrid Seyman.

Dalla Francia arriva “La piccola conformista”, romanzo di esordio di Ingrid Seyman, giornalista e documentarista. Lo ha pubblicato la Sellerio che, nella fascetta pubblicitaria, scrive: “una saga famigliare divertente e amara che ha fatto innamorare i librai francesi”. Un bel presupposto. Rafforzato da un inizio folgorante: “Sono nata a destra, in una famiglia di sinistra… il giorno di Natale, per la disperazione di quell’atea di mia madre -che non mi aspettava così presto- e di quell’ebreo di mio padre”. 

Una manciata di ingredienti ideale per una commedia esplosiva. La presunta anomalia “ideologica” (infatti quando ci si vuole-deve liberare dai legami-legacci familiari i conti vanno fatti, appunto, con … la realtà, anche ideologica: tutta una generazione si è formata scontrandosi con genitori di destra!), la componente religiosa (in quanto ebraica ha un suo perché…), la società attuale vista con gli occhi di una bambina. Sì, un contesto perfetto.

Poi però la commedia scivola in una linearità superficiale. Le situazioni paradossali, pensiamo qui alla prima comunione che la bambina voce narrante ha, de-facto, imposto ai propri parenti tutti, trova uno svolgimento un po’ banalotto. Ed il modo di essere di “sinistra” del padre non viene delineato granché, addirittura sembra quasi di destra (è un poeta che subisce il fascino del microfono, fa carriera in banca …). Insomma secondo la Seyman basta la pratica del nudismo fra le mura domestiche per definirsi à gauche. Allora è molto più alternativa la madre, con il suo porsi importanti domande (sull’educazione dei figli, sul mondo, sulla gestione del tempo).

No, non ci siamo.

Neppure con il fratellino problematico, un caso che da solo basterebbe per un romanzo nel romanzo, non si va oltre lo scontato. Per tacere del rapporto con i nonni, quelli ancora vivi, che dopo una navigazione a vista si presentano per un momento pirotecnico, ideale per altri sentieri narrativi. Invece nulla, o poco. Ci si limita al mondo visto con gli occhi di una bambina, ad una narrazione delle diverse vicissitudini parentali. Con un colpo di scena finale davvero sopra le righe. Eppure buttato là, quasi ci fosse una voglia di finire in fretta. Ed è forse questo che ha fatto scattare il “click” contrario nel giudizio sul romanzo. Le occasioni perdute, ecco, lo si potrebbe definire così. Con un bel po’ di idee originali, quasi geniali addirittura, ma trattate velocemente, lasciando al lettore il compito di scavare un po’. 

“La piccola conformista”, 2019, di Ingrid Seyman, ed. Sellerio, 2021, Tr. Marina DI Leo, pag.184, Euro: 15,00.

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