Le candele di Gwyneth infiammano gli USA

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Accidenti, quasi si fossero passate il messaggio con lo stoppino, le candele alla vagina del marchio “Goop” , fondato dalla geniale attrice Gwyneth Paltrow, stanno esplodendo con una certa frequenza e con tanto di botto. 

La creativa Gwyneth , spirito da imprenditrice e perfetto  corpo da  interprete cinematografica, si aggiudicò nell’anno 1999  un Premio Oscar e un Golden Globe come migliore attrice per il bel film Shakespeare in Love. E passare da ambitissimi riconoscimenti a disturbanti vicende giudiziarie non è poi il massimo della vita. 

È successo ancora, e Gwyneth sembra contrariata e infastidita ma anche colta alla sprovvista, lei così abituata ad occupare l’epicentro di pettegolezzi e battutine facili, mezze argute e mezze spuntate, buttate lì con strofinato sarcasmo dalle pletore dei detrattori delle sue proposte suggestive che hanno dato vita a oggetti sexy ed eroticamente propositivi, opportunamente pubblicizzati e venduti. (leggi qui sotto)

Ma la madre di tutte le birichinate sensuali e giocosamente libidinose, pare fare le bizze dopo un paio di inciampi. La candela con profumi particolari, arricchita di aroma all’orgasmo o al profumo di vagina, ha causato spiacevoli contrattempi, facendo tecnicamente cilecca.

Già lo scorso gennaio una cliente londinese aveva denunciato, di aver acquistato una candela alla vagina per conferire un certo stravagante pizzicore baluginante a una serata per l’appunto a lume di candela. Una volta acceso il vezzoso stoppino si era scatenato il finimondo, nel divampare di incontrollate fiamme che fra sbuffi roventi di paraffina parevagina e avvolgenti lingue di fuoco alla cera d’api si erano diffuse paurosamente nell’appartamento , causando ingenti danni assicurativamente non risarcibili.

L’acquirente, incavolata come una giraffa costretta a vivere in un seminterrato, aveva poi commentato sui social: “Grazie Gwyneth, riempi la tua vagina di fiamme”.

Una annotazione rancorosa e smaccatamente licenziosa, per altro giustificata dalla inopinata combustione di un oggetto da afrodisiaca illuminazione.

Nei giorni scorsi pare che il malizioso gadget della Paltrow  sia nuovamente caduto in disgrazia, impazzendo alla moda dei famigerati megapetardi di Fuorigrotta  nella casa di un signore di mezza età, residente nel Texas, che ha raccontato alla stampa

una sorta di sequenza tratta da Fort Alamo: 

“La candela alla vagina si è come impennata, diventando incandescente fino a esplodere , riempiendo la mia camera di fumo e procurando ingenti danni al letto e al comodino.”

Il Texano tradito ha quindi chiesto alla “Goop” un risarcimento di 5 milioni di dollari : all’invero una fascina di bigliettoni verdi, forse esagerati per compensare le buone intenzioni di una ispirata miscela  di umore di vagina mischiato a vereconde resine e a quieti oli minerali.

L’azienda della mortificatissima Paltrow ha replicato con una comunicato che invocava il rispetto delle misure di sicurezza ampiamente riportate nelle istruzioni: 

“Siamo sicuri che questa richiesta di risarcimento sia pretestuosa. Noi continuiamo a garantire la sicurezza degli oggetti prodotti dal brand e ad affermare il rispetto degli standard industriali.”

I legali  della attrice statunitense stanno alacremente lavorando su altri memoriali , con il prioritario obbiettivo di garantire la cerosa catena produttiva che permetta di mettere altro fieno in cascina, grazie alla vagina.

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