Leonardo studia la morte: luce e ombra

Pubblicità

Di

Leonardo da Vinci muore il 2 maggio del 1519 in un letto del castelletto di Clos-Lucé, ad Amboise. In un pezzo breve quanto visionario e poetico, ripercorriamo gli ultimi istanti di vita del Genio.

Mi ero ficcato in un angolo, dentro una chiazza di forte penombra fra un cupo armadio e un massiccio baule, nella stanza del castelletto di Clos-Lucé, collegata da un tunnel segreto agli appartamenti reali di Amboise.

Leonardo da Vinci, il genio che amava definirsi “uomo senza lettere”, stava inscrivendo gli ultimi istanti della sua esistenza, ancora immane seppur annebbiata, supponendo di sostituire l’immagine della Morte all’uomo vitruviano, quel disegno a penna e inchiostro dove aveva inteso rappresentare, certamente affidandole allo scorrere dell’eternità, le proporzioni ideali del corpo umano misurato nelle due figure “perfette” del cerchio, che rappresenta il Cielo e la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra.

Da fuori giungeva un marcato chioccolio di merli, forse in amore o forse affamati di briciole di pane, e il respiro del Grande, esalando gli ultimi colpi d’ala nella malinconia di chi stava al suo capezzale, pareva quasi voler ritradursi in parole, dentro lacerti di sillabe appena sussurrate, forse da sinistra a destra, oltre gli sguardi addolorati di Francesco Melzi, il suo fedele biografo, e della premurosissima serva Maturina.

Fu solo una sfumata estrema osservazione la sua, mentre abbozzava l’interazione fra il chiaro e lo scuro della agonia che si stava traducendo in Fine: smarrito nel calcolo della prospettiva e della percezione visiva, realizzò che la Signora con la Falce sfuggiva a una omologazione precisa, roteando dentro indefiniti effetti atmosferici.

La Morte si stava rivelando comunque inesplorabile, sfuggente e arcana, una sorta di stipata disarmonia esoterica, una storpia attrazione sorniona al punto di opporsi a qualsiasi descrizione, un astratto computo alchimistico privo di logica, un paragone occulto e mutevole, una variabile volubile e inafferrabile. Eccola la Morte, colei che non accordava una mezza illusione che fosse per lo meno una bugiarda lusinga: eppure a Leonardo, finendo di essere, parve di cogliere un ondeggiante cenno di un beffardo messaggio.

Quando la vide chiaramente era certo troppo tardi per schizzarla nelle sembianze e nelle forme, mentre la vita si dissolveva, sottraendogli la possibilità di definire lo studio supremo e definitivo, aggiungendo ora con la penna ora con il pennello un tratto che potesse testimoniare per chi restava anche un solo indizio del sovraumano.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!