Lugano, la vergogna tra le macerie

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Lugano come Israele. Prima sgomberi, poi radi al suolo. Con la violenza delle ruspe fai leva sulla cancellazione della memoria. E in una terra senza memoria, tutto è lecito. Sono solare, entusiasta, determinata, organizzata, estremamente tenace e appassionata. Questo si legge sulla pagina web della municipale Karin Valenzano Rossi a capo del Dicastero Sicurezza e spazi urbani della città di Lugano. Perché le responsabilità della demolizione di parte del centro autogestito il Molino hanno un nome e un cognome. E tra coloro che nelle ore successive al disastro hanno cercato di dare senso all’insensatezza, giustificando la violenza istituzionale avallata dalla maggioranza del Municipio, c’è proprio lei. L’ultimo acquisto fatto dalla città insieme a Filippo Lombardi.

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