Quando il sessismo diventa paranoia

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Parlare di sessismo è giusto e sacrosanto. Poi anche qui, come in altre situazioni, si rasenta il parossismo e il pensiero corretto e con buoni intenti si trasforma a volte in fanatismo, che risulta incomprensibile ai più, ma soprattutto a chi solidarizza con certi concetti.

Il caso emblematico è quello di Swisscom. Ne avevo parlato proprio pochi giorni fa, in relazione a un manifesto pubblicitario che raffigurava una donna con in mano telefonino e cuffiette e lo slogan: “La tecnica proprio non mi interessa”

Anche se a molti sembrerà poca cosa, questo è in effetti uno dei problemi, soprattutto legati alla pubblicità, che definisce il ruolo di una donna e ne codifica le attitudini nell’immaginario collettivo, scrivevo nell’articolo:

“Molti potrebbero pensare che sia una quisquilia, vero. Eppure è una quisquilia che porta avanti uno stereotipo talmente duro da scalzare da essere ancora qui in bella mostra in una Svizzera che non è proprio l’Arabia Saudita. Uno stereotipo che vede l’uomo sporco di grasso con in mano un cacciavite in un garage o che smonta paziente una radio e una donna che pianta fiori o vende capini per neonati in negozio” (leggi qui sotto).


E in effetti Swisscom poteva evitare di reiterare stereotipi che da secoli relegano le donne a un ruolo di simpatiche imbranate quando c’è da tenere in mano un attrezzo o da capire qualcosa di tecnologico. 

Poi mi imbatto nel post dell’associazione FAFT plus (Federazione Associazioni Femminili Ticino Plus). L’associazione ha certo intenti pregevoli, ma qui pecca di un oltranzismo che lascia perplessi e anche un po’ amareggiati. Accusato è un altro manifesto di Swisscom di cui riproduciamo l’immagine.

Ho fatto vedere questa immagine a mia moglie e ai miei figli, garantisco non proprio gente cha lascia correre e con valori ben definiti. Alla domanda: cosa c’è di sessista in questa immagine, sono rimasti sinceramente perplessi. Qualcuno ha detto: la donna ha il maglione rosa?

E oggettivamente, senza tema di essere smentito, si fatica a capire dove questo manifesto reiteri stereotipi sessisti. Il commento di FAFT Plus è:

“Swisscom ci ricasca! Dopo la donna che non si interessa di tecnica, ecco l’antica “fattrice”, strumento per rendere l’uomo padre…

Occhi bassi, lui che la stringe, quasi a strozzarla…”

Qui siamo alla follia. A chi ha scritto il post, che invece di sostenere la causa femminile crea disagio e anche un po’ di rabbia, dico: che la donna faccia figli è un dato di fatto. Difficile sarebbe stato sovvertire i ruoli, con lui incinto. L’uomo è spesso più alto della donna, dunque la guarda dall’alto in basso per forza, si chiama dimorfismo sessuale ed è presente in quasi tutti i mammiferi, dove il maschio ha quasi sempre un peso e un’altezza superiori. Lui appoggia le mani sulle spalle della sua compagna, in un gesto d’amore, vederci uno strangolamento è veramente un problema di devianza mentale. 

Quello che vedo io è un uomo che appoggia le mani sule spalle della sua compagna, entrambi hanno lo sguardo sognante di chi ha deciso (insieme) di avere dei figli. Sono una coppia giovane, innamorata e pronta, sembrerebbe, ad avere una famiglia.

Aggredire a questo modo, non solo chi ha ideato la pubblicità, quello sinceramente non mi tocca più di quel tanto, ma il mondo maschile, attribuendogli nefande intenzioni sempre e a prescindere è profondamente sbagliato. Invece di favorire la condizione femminile, finisce per allontanare spaventati anche i maschi che per cultura o sforzo personale, hanno sempre cercato la parità di genere.

Questi estremismi talebani, non sono al servizio della donna, come non sono al servizio della causa contro il razzismo le ipotesi di togliere il poeta Omero dagli studi classici perché maschio e bianco (leggi qui sotto).


Molti di noi sono convinti che tante cose vadano fatte. Vanno fatte però nel rispetto di TUTTI i generi, perché non è “vendicandosi” di secoli di soprusi che si risolve una questione secolare. Serviranno determinazione, pazienza, anche rabbia a volte, ma questa è la direzione sbagliata. Questa è la direzione dell’oltranzismo, che non ha nulla da invidiare al becero e dozzinale maschilismo precotto.

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