Quando la patata scarseggia

Pubblicità

Di

Originaria delle Ande, la patata è stata innanzitutto uno degli alimenti principe nella dieta degli Inca, che ne svilupparono un gran numero di varietà adattandole ai diversi terreni e climi delle regioni da loro abitate. In Europa ci arrivò con i conquistadores spagnoli del Perù. Le prime notizie scritte della patata sono del 1537. Ma prima di finire nei piatti di buona parte della popolazione europea, per parecchio tempo, sarà considerata più come una pianta ornamentale, da giardino botanico, coltivata per i suoi fiori o come un cibo al massimo adatto agli animali.

Eppure stiamo parlando di quella stessa patata che in una storica réclame televisiva degli anni Ottanta veniva definita come “regina in ogni cucina”. Un alimento duttile, facile da coltivare e da conservare ma anche da cucinare, ricco di nutrienti. Un alimento che, proprio com’è arrivato potrebbe partire. O iniziare a scarseggiare così come accadrà soprattutto nei prossimi mesi.

Sì, perché le patate mancano e bisognerà importarle. Si è calcolato che tra il 15 maggio e il 30 giugno potrebbero servire fino a 5’000 tonnellate di patate in più da destinare al nostro consumo. Durante la pandemia, con i ristoranti chiusi, la patata si è imposta. È stata apprezzata. Ha confermato il suo status regale. E, intendiamoci, era già accaduto in precedenza e c’è chi dice che accadrà sempre più spesso e non solo con il tubero in assoluto preferito dagli svizzeri. Nel 2017, era stato il racconto di mele a essere crollato del 35% per i danni provocati dalle gelate. 

Quando non piove, si può sempre irrigare. Ma quando fa freddo, c’è vento e la temperatura di notte scende sotto lo zero c’è davvero poco da fare. Inizialmente si è fatto affidamento sulle scorte ma probabilmente a luglio potrebbero non esserci più abbastanza tuberi a disposizione per tutti, causando un innalzamento dei prezzi. Ovviamente siamo ancora ben lontani da scenari come quello della carestia che colpì l’Irlanda tra il 1845 e il 1849, causando la morte di circa un milione di persone. In quell’occasione proprio la scarsità dei raccolti di patate fu la causa principale di quella drammatica crisi alimentare. 

All’epoca, però, non furono i capricci del tempo ma la peronospora della patata a ridurne drasticamente la produzione, quindi al momento non ci troviamo di fronte a un’emergenza. Ma non dobbiamo neppure dare per scontato il fatto che la patata, un alimento a basso costo e che per coltivarla richiede meno acqua del riso, producendo meno emissioni di gas serra sia del riso che del grano, c’è e ci sarà per sempre. 

Storicamente ci volle comunque del tempo, prima che in Europa prendesse piede la coltivazione della patata. Le prime varietà importate dal Sudamerica non davano buoni raccolti. La patata era deforme e irregolare. Brutta a vedersi. Inoltre alcuni erboristi istillarono il dubbio che potesse trasmettere la lebbra. Il fatto poi che la patata non venisse citata nella Bibbia, secondo alcuni significava che Dio non voleva che noi ce ne cibassimo. La patata fu perfino associata alla stregoneria e al demonio. Eppure le cose cambiano. Talvolta anche più in fretta di quanto siamo abituati a credere, dando troppe cose per scontate. La patata è una di queste.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!