Riviera e le gare di rutti in Municipio

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Lo scivolone del sindaco di quindicina nel Comune di Riviera Alberto Pellanda, ripreso dalla deputata verde Greta Gysin, ripropone fortemente l’idea che troppi uomini hanno ancora in politica delle donne.

Parlare di sessismo sta diventando quasi una professione. Eppure se mettiamo da parte quei risolini maschili e quelle gomitate di complicità, che sono in fondo retaggio anche queste di un atteggiamento di superiorità, certe cose denotano effettivamente un tipo di pensiero che va scardinato.


Traggo spunto dalla recente esternazione decisamente colorita della deputata al Nazionale Greta Gysin, dei Verdi. Greta, commentava una dichiarazione alla Regione di Alberto Pellanda, sindaco di quindicina nel Comune di Riviera.

Facciamo un passo indietro. In ballottagggio nel 2017, Alberto Pellanda (PLR), era stato battuto da Raffaele De Rosa (PPD), diventato sindaco di Riviera, che poi aveva intrapreso il periglioso viaggio per sfidare Paolo Beltraminelli.

De Rosa diventa Consigliere di Stato, e Pellanda, vicesindaco, subentra. Alle elezioni appena trascorse lo stacco tra Pellanda e la municipale PPD Ulda Decristophoris è di 196 voti (1’147 per Pellanda, 951 per Decristophoris). Per il PPD, comunque primo partito a Riviera, e la Decristhoporis, andare al ballottaggio è quasi un atto fisiologico.


Il dibattito presto si polarizza anche sulla questione di genere, Ulda Decristophoris è ovviamente donna, direttrice di scuola elementare, mamma, insomma, il classico profilo che le aree preposte alla difesa dei diritti della donna possono portare ad esempio. Pellanda, in un’intervista alla Regione, fa uno scivolone maldestro. Alla domanda su qual è il valore aggiunto portato da una donna in Municipio risponde:


“Ti porta per esempio a tenere un comportamento più signorile e questo è sicuramente qualcosa di positivo”.


Una risposta che sembra gentile ma che nasconde dentro di se un’insidia. L’unico valore aggiunto di avere delle donne in un Municipio, sarebbe quello che gli uomini si lasciano meno andare a esternazioni triviali e a commenti fuori luogo? Ovvio che a qualcuno questa cosa appare indigesta. È Greta Gysin a entrare a piedi pari nella tenzone tra Pellanda e Decristophoris con un post che dire colorito è poco:


“Finalmente, grazie alle donne in Municipio, le decisioni non vengono più prese a gare di rutti e peti infiammati. Grazie a tutte le donne che si mettono in gioco in politica per quest’importante svolta”


E non facciamo i finti indignati, è quello che viene in mente a tutti.

La questione è però più sottile. Pellanda, che sicuramente è convinto di essere in buona fede, non fa altro in fondo che riproporre un tipo di pensiero che è proprio quello che vede le donne come un utile ornamento ma nulla più. Il valore aggiunto di una donna in Municipio? A me vengono in mente un sacco di concetti: la sensibilità, la capacità di avere una visione più sul lungo termine, una maggiore attenzione al mondo della famiglia e magari della scuola. Una maggiore attenzione all’ambiente e alla qualità di vita.

Insomma, non poca roba.


Ma per Pellanda, le donne servono, come ha scritto coloritamente Gysin, a evitare di mettersi a fare le gare di rutti (ed è ovvia l’ironia).


Relegare il contributo femminile a un aspetto secondario e un po’ retrò, sullo stile: così facciamo meno i birichini, è oggettivamente svilente, e lo dico da uomo. Pellanda avrebbe dovuto rispondere prima parlando della donna con cui lavora in municipio, al limite discutendo sulle sue capacità come municipale, e poi discutere sui valori, appunto, che le donne portano in un ambito misto. Il suo atteggiamento, purtroppo, è proprio quello di un uomo per cui le donne contano poco, e dispiace. Detto questo, non muore nessuno, però ci si rende conto quanto questa mentalità sia insita e profondamente radicata in molte fasce della popolazione. 


Per cui, anche se penso che prima si debba guardare al valore di una persona, benvenga un maggior numero di donne in politica, perché serve davvero eliminare questa mentalità, e il modo migliore per farlo, purtroppo, è dimostrare che si è “all’altezza”, perché questo è quello che pensano ancora troppe persone, ovvero che le donne “non sono all’altezza”.

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