Salma depredata, affare di giornata

Pubblicità

Di

Presidiavano le camere mortuarie per sabotare i concorrenti, minacciavano gli operatori sanitari e vandalizzavano gli arredi funebri. Un racket dei morti sgominato in Sicilia dai carabinieri.

Ed ecco , puntuale come un Frecciarossa che sosta alla stazione della Mortenera, ripresentarsi l’ennesimo vergognoso, agghiacciante e macabro caso di malaffare nel turgido business del  caro estinto, architettato a Caltagirone, in Sicilia, da cinque lapidabili predatori del patrimonio del defunto: sono stati arrestati , per una reiterata razzia orizzontale, poiché depredavano le salme con scrupolo quasi pignolesco boicottando nel contempo le imprese funebri concorrenti.

Accadeva all’ospedale  Gravina e Santo Pietro e le indagini erano in corso da parecchio tempo, fiutando piste di salme depredate all’interno delle camere mortuarie e sconvolgenti accadimenti di sabotaggi nei confronti delle altre ditte operanti nel settore della  fabbrica dei decessi, raramente in crisi soprattutto in questo periodo di Covid così generoso nella proliferazione di necrologi.

Nella nottata, i carabinieri del comando provinciale di  Catania hanno eseguito un’ordinanza emessa dal gip di Caltagirone, su espressa richiesta della procura: mentre  i militari provvedevano a fermi carcerari e a imposizioni di obbligo di dimora, già moltissimi cultori del gioco del lotto si concentravano nella decifrazione della incursione, stabilendo l’opportunità di puntare qualche euro sul numero 48, ispiratore della operazione “O muorto ca parla” e attingendo dalla complessa interpretazione della cabala anche il 47 , il morto semplicemente morto , e il 49 che sarebbe il pezzo di carne, da infilare prontamente nel pentolone dei lessi in caso di vincita.

Le accuse sono pesantissime e vanno da associazione per delinquere, alle violazioni di sepolcro, ai furti aggravati (con la pesantissima zavorra del protocollo sacrilego), all’istigazione alla corruzione e alla rivelazione di segreti d’ufficio. 

Gli investigatori hanno definito l’ospedale di Gravina e Santo Pietro, un territorio in ostaggio dei malavitosi, occupato in maniera militare e teatro di infami ultimatum nei confronti di alcuni operatori sanitari.

Resta emblematico il drammatico episodio di un caposala minacciato di morte e pestato a sangue semplicemente per il fatto di “aver cercato di far rispettare le apposite procedure emanate dalla Direzione sanitaria in costanza dell’evento epidemiologico”.

Grazie all’ausilio di telecamere nascoste sono stati documentati  episodi configurabili come nefandezze da vera e propria galleria degli orrori : Danneggiamenti di arredi funerari di ditte concorrenti posti ad ornamento della sala mortuaria, teppistiche e mafiose modalità di intimidazione, appropriazione dei talloncini identificativi apposti sui corpi dei cadaveri che venivano brutalmente strappati per garantire il contatto – generalmente spietato e ruvidamente esplicito – con familiari e parenti, posti davanti alla classica opzione: “O il funerale con noi o il funerale per tutti voi”. 

Il racket delle ” disonoranze funebri” ha forse trovato un definitivo deterrente anche se permangono palpitanti e legittimi timori di spaventosi ritorni di fiamma, non pacifici fuochi fatui ma esplosivi e inenarrabili fuochi infausti.

Come diceva il grande Anton Cechov “La morte non vuole gli stupidi” ma certo il più grande imbarazzo è quello di vedere la morte corteggiata dall’empietà degli individui infamanti e insolenti , il cui unico pregio è il motto dello sfregio.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!