Tornano di moda le zoccole

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Il mondo sta andando a rotoli. Gli zoccoli di legno sono il trend del momento. Non per fare lo spocchioso, ma sembra a volte che, dagli anni ’50 via, il mondo abbia preso una sterzata che gli impedisce di avere un normale senso estetico.

Le zoccole, orribili anche negli anni ’70, andavano molto di moda tra noi ragazzi. Le classiche erano quella bianche coi buchetti per arieggiare. Forse retaggio di una cultura arcaica e contadina, noi ticinesi le accettavamo di buon grado.

Oggi, visto che ormai non si inventa più niente e si recuperano a piene mani ondate modaiole dei decenni passati, le zoccole sono tornate di moda. Chiunque abbia anche solo pensato a battutacce volgari si merita, come negli anni ’70, una righellata sulle dita.

Io comunque sto male fisicamente, perché non capisco questo orrore. In teoria l’umanità dovrebbe evolvere, anche in senso estetico, eppure sembra che appunto, dopo gli anni ’50, ci siamo fermati, incominciando a scivolare in una spirale di cattivo gusto che comprende i pantaloni a zampa di elefante, le giacche con le spallone degli anni ’80 e i ciuffi ossigenati degli anni ’90.

E le zoccole, che tornano come gli zombi in un film di Romero, ne hanno la stessa letale verve, uccidendo non ignari passanti ma il gusto estetico di un decennio.

Eccole qui, pure coi tacchi. Coi loro bei rebattini di ottone e tutto quanto. Queste sono le agghiaccianti “wooden mules”, col tacco alto mentre i “clogs” sono i classici col tacco basso

Tra l’altro permettetemi una parentesi che mi lascia comunque perplesso. Se in un motore di ricerca con due OO nel nome digitate”zoccole moda”, escono una serie di siti che parlano dell’abbigliamento delle prostitute o della moda che riguarda questo dress code. Una roba un po’ svilente. Ma torniamo alle zoccole di legno.

Alla moda 2012 non sono sfuggite le “ziblette”, quelle che le mamme di noi nati negli anni ’60 facevano volere con sapienza di assi dell’aviazione sui prepuberi cranii. Chi di voi non ha subito l’impatto contundente delle zoccole materne è un fortunato, o forse era solo un tipo calmo.

E quando pensate di aver visto tutto, poveri merli, quando credete che la cinica moda del 2021 abbia rispolverato tutto il possibile, l’abisso si fa voragine e vi porta in territori che non avreste mai voluto esplorare. È l’immarcescibile Chiara Ferragni, a sdoganare una dress code che in Italia e in Ticino suscita l’orrore di una fossa comune a cielo aperto. Un’usanza che pensavamo relegata alla barbarie di attempati turisti d’otregottardo: Le ciabatte col calzino bianco

Lo so, la pelle vi si è arricciata e i peli si sono rizzati cercando pietosamente di difendervi dal gelo che è sceso fin nel vostro profondo. LE CIABATTE COL CALZINO BIANCO! 

Mai avremmo pensato, in vita, di vedere uno scempio del genere. E la ciabatta è pure color cacchina di Chiuahuha!

Le orrende calzature sono delle Yeezy Slides di Adidas, e sembra siano introvabili. Spero che lo siano davvero, perché chi le ha prodotte merita un processo al tribunale dell’AIA per crimini contro l’umanità. E la Frerragni, stavolta, è riuscita a far rabbrividire persino i fan più sfegatati, che sono fritti le meningi a frotte come moscerini davanti a un dissuasore agli ultravioletti.

Delle zatterine color beige, brutte, oggettivamente. Non è una questione di gusti, qui il gusto non c’entra poverino, perché è morto e sepolto sotto due metri di terra e ci hanno colato sopra un sarcofago di cemento come a Chernobyl. Ciabatte che costerebbero 60 euro e che sono già sulle piattaforme di e-commerce con prezzi che variano dai 300 ai 1200 euro. 

Negli articoli di costume non bisognerebbe dire le parolacce, ma io le penso. Fatelo anche voi e uniamo il nostro sdegno, veicolato da un silenzioso turpiloquio, nell’etere. Questa deriva modaiola decadente se le merita tutte. 

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