Trump è di nuovo online

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Ringalluzzito e voglioso di rivincite contro un sistema sfacciatamente ostile, l’ex capo della Casa Bianca rilancia alla grande la  campagna autoreferenziale: la sua piattaforma social, nuova di pacca e fondata sullo spacca spacca, dribbla le tonnellate di ban a suo carico, solleva il ditone medio agli ostruzionismi di Facebook e Twitter e promette un bombardamento a tappeto di comunicazioni riservate esclusivamente ai suoi follower. Milioni di follower, su cui esercitare una costante e asfittico “fullpower”.

Ma la cosa più stupefacente e innovativa non sta tanto nel nome della piattaforma web, esplicito e forse non del tutto fluente “From the Desk of Donald J.Trump” quanto nella sua totale unilateralità per cui sostenitori, simpatizzanti, patrioti integralisti, razzisti e sfascisti, no vax e no pax, ultras dell’ultima e della penultima ora non avranno la possibilità di interagire con i post di Donald: a che cavolo serve in fondo il dialogo quando chi parla sa già di parlare per gli altri, in una sorta di delega autoritaria, monomandataria, antireferendaria ed elitaria? (guarda il video).

A Fox News un portavoce di Trump From The Desk ha puntualizzato che “questa impostazione è basata su una chiara filosofia di comunicazione unidirezionale . Questo sistema consente a Trump di comunicare con i suoi seguaci.”

E chissenefrega dei contradditori, delle interazioni, delle eventuali domande pertinenti o impertinenti, delle opinioni e delle controdeduzioni: l’importante è dire solo e unicamente la propria, mettendosi in saccoccia la cultura e la civiltà del dialogo, mischiandola a qualche gomma masticata e a qualche biglia d’acciaio souvenir della rivolta del Campidoglio del 6 gennaio. 

Una mezza mossa da bandito, dopo essere stato bandito da Facebook, Instagram, Twitter, YouTube e Snapchat.

Commenti, immagini e video  decolleranno direttamente dalla scrivania del Fenomeno e voleranno perentori e inattaccabili di Stato in Stato, grazie alla tecnologia fornita da Campaign Nucleus un “ecosistema digitale creato per gestire in modo efficiente le campagne e le organizzazioni politiche”.

Il geniale affidabile apparato è stato creato dall’ex responsabile della campagna elettorale, Brad Parscale, soprattutto noto per essersi barricato, tempo fa, nella sua casa di Fort Lauderdale da cui avrebbe sparato, a muso duro e a torso nudo, qualche caricatore contro gli agenti di polizia, non certo con cattive intenzioni ma per un giocoso spirito d’avventura.

La sgomitante piattaforma rappresenterà “un luogo per parlare liberamente e in sicurezza”, soprattutto nei torridi momenti dove trionfano “il silenzio e le bugie”.

“Sorge un faro di libertà”, recita il video di presentazione della nuova creatura web dedicata ai seguaci.

Un faro dal fascio di luce nitida e univoca, sempre pronta a indicare il buon approdo alle imbarcazioni magari sedotte dalle fake news delle sirene tentatrici, già operative ai tempi di Ulisse  e ancor più attive ai giorni di quell’impacciato di un Biden.

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