Umanità: gracias Luna

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“Te lo sei scop*** alla fine?”. “Ti piace succhiare i ca*** neg** e lo sai.” “Se ti piacciono tanto i neg** vattene in Marocco.” “Dovresti perdere la nazionalità per tradimento”. C’è chi ha pubblicato le sue foto private mettendola alla gogna, opinionisti tv che si sono spinti a sostenere che “l’immigrato voleva toccarle il seno.” E poi decine, centinaia di insulti sessisti e razzisti. Così tanti, e così violenti, che Luna Reyes è stata addirittura costretta a chiudere i suoi canali social.

Tutto per questo abbraccio qui, tra lei, 20 anni, madrilena, volontaria della Croce rossa tirocinante a Ceuta, luogo natale della madre, e un migrante in lacrime che ha appena perso tutto, ha visto morire i suoi compagni di viaggio, che è rimasto solo, che non ha più nulla al mondo.

Un abbraccio.

Viviamo in un’epoca buissima in cui, per un abbraccio, per un gesto di empatia minima, quasi elementare, si finisce per essere linciati pubblicamente.

E invece c’è solo da ringraziare questa giovane donna, figlia dell’unica Europa possibile, che accoglie, che non si volta dall’altra parte, che abbraccia.

Tutto il resto viene dopo.

Gracias Luna

Lorenzo Tosa

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