Vaccini e brevetti, liberi tutti?

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Ricostruire l’America, salvare il Pianeta e tenere a bada le brame cinesi. All’ambizioso programma riformista di Joe Biden si è da poco aggiunto un nuovo tassello. Perché tempi straordinari meritano misure straordinarie. Così, con le campagne di vaccinazione ormai in corso in tutti i paesi occidentali e con i suoi ben 4 milioni di cittadini americani immunizzati ogni giorno, Biden ha appena detto un’altra cosa di sinistra. Si è dichiarato a favore della sospensione dei brevetti per i vaccini contro il Covid-19, così da poter consentirne la produzione libera anche ad altre aziende farmaceutiche e non solo a coloro che i vaccini li hanno sviluppati e, in questo momento, ne detengono i diritti di sfruttamento.

Apriti cielo. Com’era immaginabile le parole dell’attuale presidente americano hanno sollevato un polverone tanto che, per l’ennesima volta, proprio su quest’argomento a livello politico l’Europa si è spezzata a metà, con la Germania da una parte e Francia e Italia dall’altra. A riprova di come purtroppo funzionano le cose al di qua dell’oceano. La Germania si è detta fermamente contraria alla proposta avanzata dagli Stati Uniti. Una manovra che Berlino, soprattutto in questo momento, ritiene azzardata poiché potrebbe creare non pochi grattacapi. Le case farmaceutiche, senza un ragionevole incentivo economico, finirebbero per rallentare la produzione in corso. 

Secondo il governo tedesco, “i fattori limitanti nella produzione di vaccini sono le capacità di produzione e gli alti standard di qualità e non i brevetti”. Esattamente sul fronte opposto ci sono il presidente francese Emmanuel Macron e quello del Consiglio italiano Mario Draghi. Secondo Draghi “I vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, abbattendo gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali”. Per una volta poi, al fianco degli Stati Uniti c’è perfino la Russa. Putin ha ricordato come sia la stessa Organizzazione mondiale del commercio (Wto) a prevedere la revoca dei brevetti in circostanze straordinarie, come senza dubbio lo è una pandemia globale.

Eppure la questione è meno semplice di quanto possa sembrare a prima vista. Con argomentazioni più che condivisibili da entrambe le parti. Intanto però quel che osserviamo è il divario che si è fin da subito evidenziato nella diffusione e distribuzione del vaccino, con uno scarto inaccettabile tra paesi ricchi e poveri. Inoltre qualsiasi dovesse essere l’esito della discussione che prossimamene porterà i governi dell’intero Pianeta a decidere sulla direzione in cui andare, ci vorranno almeno due anni prima che la proposta diventi realmente effettiva all’interno della Wto. E nessuno può davvero prevedere a che punto saremo allora nella battaglia globale alla pandemia. 

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