Antibiotici, uomo e scimpanzé a rischio

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L’uso, ma soprattutto l’abuso di antibiotici, ha portato nel corso degli anni alla selezione di ceppi di batteri resistenti. Batteri contro i quali è sempre più difficile, se non addirittura impossibile vincere. Perché dopo un po’ l’antibiotico ha lo stesso effetto del solletico. Ed è così che, anche una comune infezione, può avere conseguenze ben più gravi del previsto. Nel caso dell’uomo, ma non solo.

Infatti accadeanche con Cheeta, o Cita che dir si voglia. Cita che pur non essendo presente nella serie di romanzi di Tarzan scritti da Edgar Rice Burroughs, al cinema diventa la principale spalla comica del Signore della giungla. Peccato solo che gli scimpanzé siano ormai una specie a rischio d’estinzione e, tra i maggiori pericoli che la minacciano, dopo la perdita del proprio habitat naturale, guarda caso c’è l’antibiotico resistenza.

L’antibiotico resistenza è infatti tra le grandi paure e uno dei maggiori pericoli sanitari della società moderna. Malgrado nel tempo presente non si faccia altro che parlare di virus, e di uno in particolare, di sicuro non esiste solo il Covid. A minacciare, noi e loro, c’è un fenomeno che da molto tempo è sotto la lente della scienza in tutto il mondo. 

 “Con un uso improprio degli antibiotici, le persone possono effettivamente danneggiare non solo se stesse, ma anche le specie con cui condividono l’ambiente – afferma l’ecologo Thomas Gillespie che con la sua ricerca ha lanciato l’allarme riguardo agli scimpanzé. – I nostri risultati suggeriscono che i batteri resistenti agli antibiotici si stanno effettivamente diffondendo dalle persone ai primati”. 

Ma come si verifica questo passaggio? Ci sono comunità di persone che fanno il bagno e si lavano in pozze e corsi d’acqua, contaminandoli con batteri resistenti ai farmaci. Ruscelli a cui si abbeverano scimpanzé selvatici e babbuini. Quindi a mettere in pericolo questi primati a noi così vicini, siamo ancora una volta noi. Senza dimenticare che il passaggio di batteri resistenti può benissimo verificarsi anche nella direzione inversa. Dagli scimpanzé all’uomo. 

Del resto, a darci la misura e la diffusione del fenomeno, c’è il fatto che in meno di vent’anni i casi di resistenza agli antibiotici sono triplicati negli allevamenti di polli e maiali e raddoppiati in quelli di bovini. Il fenomeno è particolarmente grave nei paesi poveri, dove mancano adeguati sistemi di sorveglianza sulla somministrazione dei farmaci che, da alleati, finiscono per essere una minaccia, vanificando secoli di progressi medico-scientifici.

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