E dai, ammettiamolo

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E dai ammettiamolo che sono teppisti. E mica da oggi, ma da anni, da tanti anni. Tipi e figuri che imbrattano, urlano, insultano, minacciano, picchiano, vandalizzano e distruggono parecchio sul loro passaggio. 

E dai, bisogna sapere guardare la realtà per quello che è senza nascondersi dietro a un dito: fanno come pare a loro, fregandosene della legge, delle proprietà, di tutto e di tutti. Spaccano, rompono, picchiano, minacciano, lasciano sconquasso e rifiuti a testimonianza del loro passaggio; usano armi bianche, lame, sbarre, tirapugni, mazze. Anche fumogeni, bengala e altri artefatti spesso sottratti a stock di cui non si vuole mai parlare.  

Mobilizzano polizia e forze d’intervento speciali e c’è stata più di una tragedia a causa loro. Bisogna ammetterlo, ma mai, mai e poi mai, si confondono gli ultrà più radicali, estremi e violenti con i tifosi delle nostre squadre del cuore. Anzi, si fa sempre  attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio sebbene ci siano anche parecchi fasci tra di loro: gente da saluto romano o nazista, coi peggio simboli, ideologie, comportamenti. Ma non si amalgamo con i tifosi, con chi ama lo sport, con gli spettatori che anche loro sono allo stadio e che con loro si mescolano. Anzi, si costruiscono stadi e piste di ghiaccio a suon di finanziamenti pubblici multimilionari che con quei soldi rimetti a posto non so quanti stabili per farci concerti, teatro, proiezioni e altro ancora. 

E dai, ammettiamolo, bisognerà pur riconoscerlo: quando la questione tocca le squadre, i campionati e le tifoserie non si solleva nemmeno una pagliuzza al confronto. Figuriamoci per dei muri imbrattati, quando in realtà è successo molto di più. E in quei casi non si va a fare il primissimo piano di mura imbrattate evitando di mostrare la folla festante per farne uno scandalo o peggio per fare pensare che tutti i tifosi o supporter siano così, come i peggio ultrà. Perché gli ultrà più estremi non sono veri tifosi, si dice, e nulla hanno a che fare con lo sport che poi sono sempre e solo calcio e hockey; perché il distinguo è sempre il primo a essere detto, indiscutibile, inconfutabile e guai a metterlo in dubbio perché non si fa di tutta l’erba un fascio. Ma quando sono i fasci a fare il fascio, allora ci si fa stare tutto e tutti, senza distinzione alcuna. E dai, su, ammettiamolo, non è che ci voglia molto.

David Marin

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